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12/02/2012, 13:08
Messa a Roma nella Basilica di S. Maria degli Angeli. Il Capo dello Stato: continuare a indagare.
L'Italia ricorda le vittime della Costa Concordia. A un mese dalla «tragedia», i riflettori sono ancora tutti puntati sull'Isola del Giglio, sulla notte del 13 gennaio. Bisogna «fare verità e giustizia», ha esortato il presidente della Cei, Angelo Bagnasco, durante una messa di suffragio celebrata questa mattina nella Basilica di Santa Maria degli Angeli a Roma. Bisogna «continuare a indagare», ha sottolineato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.
Diciassette persone (tante ne ha identificate la prefettura di Grosseto) hanno perso la vita a bordo di quella nave. Quindici invece sono ancora i dispersi. A Roma questa mattina sono arrivati i familiari di chi quella notte non è riuscito ad abbandonare la nave. Stretti nella loro commozione hanno partecipato con riservatezza alla cerimonia, officiata da mons. Mariano Crociata, segretario generale della Conferenza dei vescovi (a causa del maltempo Bagnasco è arrivato a liturgia già iniziata). A pochi metri dal loro dolore, Giorgio Napolitano: «È stata una tragedia - ha commentato uscendo dalla chiesa - ed esprimo rammarico per quello che c'è stato di responsabilità italiana e di italiani». Si deve fare luce sulla «tragedia» e «i magistrati meritano rispetto per l'impegno che stanno svolgendo». Napolitano ha «rinnovato solidarietà affettuosa» ai parenti e ai familiari delle vittime e ha espresso «senso di ammirazione» per «gli abitanti del Giglio, le autorità locali, i cittadini e la straordinaria rappresentanza delle forze dell'ordine per quello che hanno fatto e per quello che continueranno a fare per evitare il peggio». Anche la Cei, attraverso le parole di Bagnasco, ha manifestato «gratitudine» verso «chi ha fatto il proprio dovere», tra cui «in prima fila gli abitanti del Giglio». E, ricordando «l'affascinante paradosso umano» che «si intreccia di nobiltà e di miseria, di forza e di debolezza, di temporalità e di tensione all'eterno, di vita e di morte», ha auspicato «che la luce del Signore aiuti a fare verità e giustizia, a sanare le ferite, a rafforzare la fiducia e - insieme - il coraggio per il futuro. È possibile e doveroso».
Alla liturgia erano presenti, tra gli altri, anche i ministri dell'Interno, Anna Maria Cancellieri, degli Affari Esteri, Giulio Maria Terzi, e dello Sviluppo economico, Corrado Passera; il Capo della Protezione civile, Franco Gabrielli, i sindaci di Roma, Gianni Alemanno, e del Giglio, Sergio Ortelli e l'ad di Costa Crociere, Pier Luigi Foschi, che, al termine della cerimonia, non ha voluto rilasciare dichiarazioni. Impossibilitato invece a venire a causa del maltempo, e per questo «rammaricato», il ministro dell'Ambiente Corrado Clini. All'inizio della cerimonia Napolitano e, al termine, Bagnasco si sono fermati a salutare uno a uno i parenti delle vittime, le persone che ora, forse più di tutti, attendono verità e giustizia sulla tragedia della Costa Concordia.
12/02/2012