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12/02/2012, 05:30

Negli Usa è caccia al voto dei cristiani

Dietrofront di Obama sulla contraccezione per contrastare Santorum paladino anti-aborto.

La rimonta di Rick Santorum, cattolico, nelle file dei Repubblicani rilancia la caccia al voto dei cattolici. Dopo il trionfo nelle ultime tre primarie repubblicane: secondo l'ultimo sondaggio l'ex senatore della Pennsylvania è in testa, con il 38 per cento di popolarità. Lo staff del presidente Obama ha quindi corretto il tiro. Sui contraccettivi Barack Obama, infatti, fa marcia indietro. Del resto Santorum ha fatto della campagna contro l'aborto uno sei suoi capisaldi.


Dopo le dure critiche degli ambienti cattolici, in pieno clima di campagna elettorale, il presidente degli Stati Uniti ha annunciato un compromesso: gli enti religiosi, diversamente da quanto deciso in un primo momento, non dovranno garantire alle dipendenti la copertura dei contraccettivi tramite programmi di assistenza sanitaria. Il servizio gratuito, però, verrà comunque garantito e a farsene carico saranno le compagnie assicurative. «La libertà religiosa sarà garantita e la legge che richiede i contraccettivi gratuiti non discriminerà le donne», ha affermato Obama annunciando il dietrofront. Nel breve discorso alla Casa Bianca, il presidente Usa ha insomma cercato di placare gli animi dicendo che la politica sul controllo delle nascite garantirà sia alle donne l'accesso gratuito ai contraccettivi, sia alle istituzioni religiose di comportarsi non tradendo il loro credo. «Capisco che alcuni a Washington vogliono trattare questo come un tema politico, ma non dovrebbe essere così e io non l'ho mai vista in questi termini», ha proseguito l'inquilino della Casa Bianca. In piena campagna per le presidenziali, l'amministrazione democratica ha deciso di fare un passo indietro e andare incontro alle richieste della comunità cattolica, che negli Stati Uniti vanta 70 milioni di potenziali elettori. Con la nuova intesa le imprese gestite da religiosi - come ad esempio ospedali e università - tenute a un'assicurazione sulla salute ai dipendenti, non saranno più obbligate a garantire anche un rimborso per la contraccezione. Chi vorrà potrà opporsi, mantenendo l'anonimato. «Quasi il 99 per cento di tutte le donne - ha detto il presidente - ha fatto ricorso alla contraccezione in un determinato momento della propria vita. Tuttavia, quasi la metà delle donne di età compresa tra i 18 e i 34 anni hanno avuto difficoltà nell'affrontare questa spesa. Ci siamo resi conto che c'è un altro principio a rischio - ha spiegato Obama - quello della libertà religiosa». Un principio che Obama ha detto di «avere molto a cuore».


Dopo l'annuncio della prima decisione lo scorso 20 gennaio, si era sollevato un polverone di polemiche e i preti di tutto il Paese avevano riservato critiche al provvedimento nelle omelie della domenica. Per i religiosi, cattolici soprattutto, era intollerabile l'idea di dover garantire per legge strumenti di controllo delle nascite. Ospedali, scuole ed enti di beneficenza a gestione religiosa, erano insorti perché era stato dato loro tempo fino ad agosto del 2013 per uniformarsi alla norma. I vescovi cattolici hanno respinto la soluzione di compromesso individuata da Barack Obama sulla questione dell'inclusione della contraccezione nelle spese sanitarie per le dipendenti di istituzioni religiose. Il piano continua a includere «un mandato valido in tutto il Paese per la copertura assicurativa della sterilizzazione e della contraccezione, inclusa quella che spinge all'aborto», sostiene la Conferenza dei vescovi americani. La legge «continuerebbe a prevedere che tutti gli assicuratori devono includere la copertura per queste prestazioni contestate», è la contestazione dei vescovi.

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Maurizio Piccirilli

12/02/2012

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