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    Alla fine del riquadro di spiegazione ne sarà proposta anche la traduzione in inglese, ripresa dal lemmario Italiano-Inglese del Ragazzini 2010.

10/02/2012, 16:36

Nuova strage in Siria: 25 morti ad Aleppo

Duplice attentato nella seconda città del Paese contro la sede dei servizi segreti e una caserma. L'opposizione prima rivendica poi smentisce.

Siria, duplice attentato ad Aleppo Mentre la comunità internazionale è sempre più divisa sulla crisi siriana, nel Paese si continua a morire. La giornata è stata aperta dalla notizia di un duplice attentato ad Aleppo, la seconda città del Paese, dove sono morte almeno 25 persone e ne sono state ferite 135. Gli ordigni sono esplosi contro la sede dei servizi segreti militari e contro una caserma delle forze di sicurezza.


RIVENDICAZIONE E SMENTITE Il Libero Esercito Siriano, le forze dell'opposizione ad Assad formate da soldati disertori, si è spaccato sulla responsabilità del duplice attentato. Il comandante del Les, il colonnello Riad al Asad, ha rivendicato l'azione con l'agenzia Efe, sostenendo che si tratta di "una risposta al bombardamento del regime contro Homs". Dopo poco un portavoce dello stesso Les, il colonnello Maher Nouaimi, sentito dalla France Press, ha invece accusato il regime di Assad di essere responsabile del massacro: "Lo hanno fatto per distogliere l'attenzione da quello che stanno facendo ad Homs", la città martire in cui sono stati uccisi secondo gli attivisti oltre 400 persone. La prima a dare la notizia è stata la tv di Stato, voce del regime, che aveva incolpato gruppi "terroristi", la dizione con cui abitualmente indicano gli attivisti anti-Assad.


RASTELLAMENTI CASA PER CASA A Homs intanto i carrarmati di Assad hanno nuovamente preso d'assalto alcuni dei sobborghi di Homs, già martellati dall'artiglieria nei giorni scorsi. Lo riferiscono gli attivisti anti-Assad secondo cui i carrarmati "sono entrati nella notte nel sobborgo di Inshaat". I soldati stanno effettuando un rastrellamento a casa per casa. Sul fronte diplomatico c'è la condanna dell'Ue: il presidente del Consiglio, Herman Van Rompuy, ha accusato il regime di Assad di esseri macchiato di "oltragiose ed inaccettabili atrocità contro il suo stesso popolo". Da Riad ha fatto sentire la sua voce il sovrano saudita, re Abdullah, secondo il quale il veto posto sabato scorso da Russia e Cina alla risoluzione del Consiglio di Sicurezza che chiedeva a Assad di farsi da parte in Siria "fa vacillare" la fiducia del mondo nelle Nazioni Unite. La Russia, infine, non arretra di un passo dal sostenere senza remore il regime di Bashar el Assad. Il vice ministro degli Esteri, Serghei Ryabkov, ha accusato l'opposizione di portare sulle sue spalle "la piena responsabilità di non voler far migliorare la situazione" e l'Occidente di essere loro "complice nell'infiammare la crisi", spingendo gli attivisti verso un aperto conflitto armato. 
 

 

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10/02/2012

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