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09/02/2012, 11:02
In agenda il patto economico Usa-Ue su rigore e crescita. Il premier vede anche lo speaker repubblicano del Congresso.
Come sembrano lontani i tempi in cui Barack Obama teneva Silvio Berlusconi "a distanza" di almeno un braccio, forse per evitare ieffusioni o pacche sulle spalle considerate imbarazzanti: la "fredda correttezza" con cui il presidente americano trattava l'ex premier è ormai un ricordo del passato, scrive il New York Times nel suo blog politico da Washington a firma di Helene Cooper, e oggi "Washington accoglie a braccia aperte" Mario Monti. Tanto che, scrive Cooper sul quotidiano newyorchese, "i diplomatici italiani hanno dovuto dribblare una pioggia richieste di media e diplomatici americani, "tutti alla ricerca di un pezzo di Mr. Monti". Tanto che questa settimana, "il biglietto più cercato in città è quello per una cena col nuovo premier alla scintillante Villa Firenze, sede dell'Ambasciata d'Italia".
D'altronde, osserva il Nyt, Monti è apprezzato al livello internazionale, come un "duro economista che potrebbe proprio essere capace di ritrovare la fiducia di cui l'Italia ha bisogno per uscire dalla crisi finanziaria". E in più, Monti è "decisamente, un serioso burocrate europeo che non sembra avere scheletri nell'armadio". Nell'incontro con Obama, "i due parleranno di economia globale, di riforme strutturali, della crisi del debito e del costante ruolo di leadership dell'Italia in Afghanistan", scrive Cooper. E "forse Obama finalmente ringrazierà Monti per il contributo dell'Italia alla guerra in Libia l'anno scorso; qualcosa che non aveva fatto, notevolmente, parlando di Libia alle Nazioni Unite nel settembre scorso, un'omissione che aveva fatto schiumare di rabbia gli assistenti di Berlusconi".
09/02/2012