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08/02/2012, 05:30

Colpo di Stato di velluto nel paradiso delle vacanze

Maldive: si è dimesso il presidente sostituito dal suo vice. Nessuna conseguenza per i duemila turisti italiani.

Colpo di Stato alle Maldive. Il presidente deposto Mohamed Nasheed I turisti non si sono accorti di nulla. Nei resort dell'arcipelago gli echi del golpe nella capitale non sono arrivati. Eppure a Malè, capitale del paradiso delle vacanze nell'Oceano Indiano, ieri mattina si è consumata la caduta del primo presidente democraticamente eletto. «Non voglio fare del male ai maldiviani. Sento che se rimanessi al potere i problemi aumenterebbero soltanto, e questo nuocerebbe ai nostri cittadini. La migliore opzione a disposizione è quella di farmi da parte». Con queste parole, trasmesse in diretta televisiva, il presidente delle Maldive Mohamed Nasheed ha annunciato ieri le proprie dimissioni. La decisione arriva in seguito a settimane di proteste dopo l'ordine di arresto del giudice Abdulla Mohamed, a capo della Corte penale, emesso dallo stesso presidente a gennaio. Il giudice era stato portato in carcere dopo aver giudicato illegale l'arresto di un attivista critico nei confronti del governo, di cui aveva anche ordinato il rilascio. Le autorità di Malè lo hanno accusato di discriminazione e corruzione. Oltre alle rivolte, l'arresto di Mohamed ha scatenato sdegno pubblico e appelli per la liberazione da Corte suprema, Consiglio per i diritti umani, Commissione per i diritti giudiziari, Alto commissariato delle Nazioni unite per i diritti umani e dallo stesso vicepresidente. Dopo settimane di rivolte, la crisi ha raggiunto un picco ieri, quando centinaia di poliziotti si sono uniti alla protesta nella capitale Male dopo aver ricevuto l'ordine di ritirarsi dalle strade e quindi togliere la protezione a dimostranti filogovernativi e dell'opposizione che stavano per venire a contatto. Il ritiro è sfociato in uno scontro con l'esercito in cui sono rimaste ferite almeno tre persone. In seguito gli stessi soldati hanno usato proiettili di gomma contro i poliziotti, che hanno poi chiesto le dimissioni di Nasheed. Il presidente uscente ha consegnato il potere al vice, Mohammed Waheed Hassan, che in passato ha lavorato per l'Onu e guidato la missione Unicef in Afghanistan. Il passo indietro rappresenta una sconfitta per Nasheed, ex attivista per i diritti umani salito al potere dopo aver battuto nelle prime elezioni multipartitiche del Paese Maumoon Abdul Gayoom, presidente dal 1978 al 2008. Il nuovo presidente, appena insediato, in un breve discorso alla Nazione, ha assicurato che «il predominio della legge sarà mantenuto nelle Maldive» e che «alcun ordine illegale sarà impartito alla polizia, alle Forze di Difesa nazionale o a qualsiasi individuo». All'origine del colpo di Stato di velluto sicuramente la crisi economica e l'aumento delle tasse. Il volto nascosto ai turisti delle Maldive è l'alto tasso di disoccupazione giovanile che degenera nella tossicodipendenza e della talebanizzazione. Da tempo, infatti, si assiste a un forte proselitismo nei gruppi radicali islamisti a sfondo jihadista. Tutto questo, per ora, è confinato nella capitale e non sembra toccare le isole delle vacanze. I circa duemila turisti italiani hanno saputo delle proteste e delle dimissioni del presidente dagli operatori turistici. Nessuna conseguenza per i vacanzieri. L'aeroporto è rimasto aperto e confermati i voli e le prenotazioni.

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Maurizio Piccirilli

08/02/2012

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