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Alla fine del riquadro di spiegazione ne sarà proposta anche la traduzione in inglese, ripresa dal lemmario Italiano-Inglese del Ragazzini 2010.

07/02/2012, 08:57
DI MARLOWE Sono i cittadini a dover provvedere per primi all'emergenza. Qualcuno ha messo gli sci di fondo, ma pochi hanno provveduto a liberare marciapiedi e stradine.
Ci permettiamo di offrire ad Alemanno lo stesso consiglio del ministro dell’Interno Cancellieri. Basta con le polemiche e l’eterno scaricabarile. Tra l’altro i romani hanno perfettamente capito un paio di cose: è vero che il bollettino della Protezione Civile era ambiguo e burocratico (se “35 mm di pioggia diventano automaticamente 35 cm di neve”, basta dirlo), ma è altrettanto vero che l’intervento del Campidoglio è stato del tutto carente e in ritardo su almeno tre fronti: il famoso sale rimasto nei depositi, i mezzi pubblici privi di catene o gomme termiche, l’intervento degli spalaneve. Questi si sono visti in abbondanza solo dall’alba del giorno dopo. Quando lo stesso sindaco si è fatto ritrarre pala in mano e casco in testa, e mentre una parte – riteniamo minoritaria – dei cittadini metteva a sua volta in scena l’altro immancabile show. Lo scriviamo nella consapevolezza di essere il quotidiano della Capitale, ma certi di non offendere la stragrande maggioranza di chi ha invece fatto il proprio dovere. Sabato mattina, soprattutto dalle strade più innevate e magari esclusive di Roma Nord, intere famiglie hanno tirato fuori in fretta moon-boot, pellicce e copricapo cortinesi, e tute tecniche, snowboard e sci di fondo, per abbandonarsi a una passerella che ha trovato l’inevitabile trionfo ai Fori e al Circo Massimo. Stessa scena domenica. Qualcun altro, sempre inguainato nel gore-tex, ha ritenuto opportuno prendere d’assalto i supermarket, quasi fossimo in “The day after tomorrow”. Nulla di male se nel frattempo ci si fosse anche ricordati di due o tre altre cose. La prima: i marciapiedi ed i passi carrabili ghiacciati possono (e devono) essere ripuliti a cura di commercianti, condomìni, singoli cittadini per la parte di loro competenza. Ancora di più per le auto rimaste abbandonate durante la nevicata: o si pensa che il Comune, lo Stato e qualche altra entità pubblica debba prelevarle una per una? A proposito di auto: mentre scriviamo ne vediamo ancora parecchie lasciate di traverso anche su strade di grande comunicazione. Un intero week end non è stato sufficiente per organizzarsi e andarsele a riprendere? Nel mezzo della prestigiosa via della Camilluccia abbiamo contato alcuni suv 4 x 4 in posizione drammatica, testimoni della grande epopea di venerdì, come i carri armati in ritirata di Saddam. Ma questi costosissimi e ingombrantissimi veicoli non sono fatti per sfidare le situazioni estreme? Ancora. Rami e alberi caduti dai giardini privati non sono di competenza dell’amministrazione, ma dei proprietari: che non hanno fatto la manutenzione prima, e non dovrebbero ora star lì ad attendere la Provvidenza. Un cittadino non può mettersi a segare un albero, ma tra questo e fregarsene aspettando che provveda Pantalone c’è un’ampia gamma di sfumature. Tutto ciò non solo fa imbestialire la gran parte dei romani che ha fatto il possibile per riparare i propri danni, provvedendo a sé e agli altri, ma non rende giustizia all’immagine di questa città. Che purtroppo continua a vivere gli eventi naturali e non – il Grande Ingorgo, la Famosa Nevicata, i Mondiali – con uno spirito che non è quello di altre capitali e metropoli. Abbiamo visto New York andare in tilt per la neve come e peggio di Roma; ma il giorno dopo i newyorkesi, orgogliosi di sé come pochi al mondo, erano già lì a sistemare. Se serve conferma, guardare all’11 settembre. Londra ha resistito da sola alla Luftwaffe, alla fame e al freddo del dopoguerra, agli scioperi dell’era Thatcher e alle bombe dell’Ira. I parigini avranno tutti i difetti, ma non osate trasformare la loro metropoli in un paesone: si opposero alla chiusura dei cinema sotto il coprifuoco nazista, episodio immortalato nell’”Ultimo metrò”. Noi abbiamo un problema: polemizziamo tutti di tutto, e la colpa è degli altri. Il limite tra la festa, l’esibizione e l’indignazione non esiste. E chi infine paga il conto, non ci interessa.
Marlowe
07/02/2012