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02/02/2012, 12:28

False cure con le acque di Lourdes: 39 denunce

Ancona, una biologa e i suoi collaboratori finiti nel mirino dei Nas per associazione a delinquere, truffa, lesioni, esercizio abusivo della professione.

Promettevano cure mediche "miracolose" a base di acque dei santuari di Lourdes e Fatima a pazienti affetti da patologie anche gravi. Una biologa e altre 38 persone sono state denunciate dai carabinieri del Nas ad Ancona, Milano, Venezia e Bari per associazione per delinquere, truffa, lesioni, esercizio abusivo della professione. La struttura finita nel mirino dei milllitari è lo studio Giba di Numana (Ancona), della dottoressa Enza Maria Ciccolo, 71 anni. L'operazione, in codice "Acque bianche", è stata coordinata dalla procura della Repubblica di Ancona, che ha emesso provvedimenti di perquisizione e sequestro a carico di quattro persone. Al centro del raggiro, lo studio che la biologa aveva aperto nel capoluogo marchigiano, con referenti in varie città d'Italia. Esercitando abusivamente la professione medica, gli indagati assicuravano dietro compenso la "guarigione" dei malati, spesso spingendoli ad abbandonare le terapie tradizionali per affidarsi alle acque delle fonti dei due principali santuari mariani, e di quelli di Medjugorie, San Damiano, Montichiari.


SEQUESTRI PER TRE MILIONI DI EURO Con pubblicità on line e un fitto passaparola, il gruppo si presentava come un team qualificato di biologi e fisici che aveva messo a punto una tecnica innovativa per "riarmonizzare la materia" attraverso le presunte "frequenze" sprigionate dalle acque "benedette". Mescolando religione, superstizione e astrologia, i terapeuti approfittavano dello stato di prostrazione dei malati per reclutarli attraverso dei corsi a pagamento come "adepti" della nuova medicina. L'accusa ipotizza anche il reato di immissione in commercio di sostanze vantanti proprietà terapeutiche ma senza autorizzazione ministeriale. Fra Ancona, Milano, Venezia a Bari sono stati posti sotto sequestro quattro locali adibiti a studi medici e un laboratorio in cui venivano preparati i flaconi con le "medicine". Il valore degli immobili è di circa 3 milioni di euro. Sequestrati anche 4 mila flaconi e fiale di acque, un pc, e varia documentazione.
 

OLTRE 200 EURO A FLACONE Sono circa 500 i pazienti, di tutte le regioni d'Italia, che si sono rivolti alla biologa e ai suoi 38 collaboratori. Si tratta di persone di ogni fascia d'età e classe sociale, in alcuni casi anche molto facoltose, che pagavano dai 100 ai 200 euro e oltre per i flaconcini con le acque asseritamente provenienti dai santuari. Fra i malati, anche persone affette da cancro o altre gravi malattie, disposte a lunghi viaggi per farsi visitare negli "studi" della biologa e dei suoi collaboratori.


"CURA ANCHE DALLA POLMONITE DELLA SARS" Enza Maria Ciccolo, 71 anni, vanta una laurea in biologia a Pisa e studi a Lione, nella "Scuola di Auriclomedicina del prof. Paul Nogier". Nel suo studio veniva praticata quella che viene denominata nel sito del centro Giba, la metodologia della Acque a Luce Bianca, terapia "innovativa per il risanamento e il riequilibrio dell'uomo e dell'ambiente, la tecnica idrofrequenziale, regolarmente brevettata", come si legge nel sito internet dedicato, dove si spiega che le gocce sarebbero "di protezione e aiuto anche per guarire dalla polmonite della Sars".  Ai pazienti, veniva spiegato che "la malattia non attende un rimedio dall'esterno, ma una comprensione profonda, dalla quale scaturisce la possibilità di una guarigione di tutti i piani dell'essere, attraverso una risonanza che ciascun malato trova con frequenze di luce che gli sono necessarie e che un'Acqua gli conduce". Quest' acqua "agisce su di noi come su ogni organismo vivente, e ricollega l'uomo al suo ambiente, riconducendolo a Dio".

 

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02/02/2012

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