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    Alla fine del riquadro di spiegazione ne sarà proposta anche la traduzione in inglese, ripresa dal lemmario Italiano-Inglese del Ragazzini 2010.

02/02/2012, 05:30

Colpo nella gioielleria di Hollywood

Rapina lampo a via del Corso. Ammanettata la commessa. Tra i clienti Nicole Kidman e Sharon Stone. Bottino un milione e mezzo di euro.

Rapina in gioielleria in Via della Vittoria, Roma Una rapina-lampo nel cuore di Roma. Circa un milione e mezzo d'euro di preziosi razziati nella gioielleria di vip e star di Hollywood, come Sharon Stone e Nicole Kidman. A due passi da piazza di Spagna e piazza del Popolo e in pieno giorno, intorno alle 12. Sembra una sfida aperta dei malviventi alle forze dell'ordine, al salotto della Capitale dato per un fortino inespugnabile. E invece ieri mattina l'ennesimo colpo in via Vittoria, strada stretta che si prende da via del Corso, poche traverse dopo aver superato piazza del Popolo. Arrivano in tre, forse in quattro. Forse su un'auto Audi di colore bianco. Uno resta fuori a far da palo, gli altri due entrano nella gioielleria Roberto Coin. Sono a volto scoperto. Sono distinti, ben vestiti. L'aspetto è insospettabile: nessuno ipotizza che siano rapinatori. Dentro trovano commessa e proprietaria. Parlando con accento dell'Est europeo, chiedono: «Parlate inglese?». Ma è una battuta. Perché un attimo dopo la scena cambia. Estraggono le pistole e pronunciano la solita frase: «Questa è una rapina». Fanno distendere la ragazza, l'ammanettano (i bracciali non si chiudono con la chiave, per aprirli basta spostare una leva), e costringono la titolare ad aprire la cassaforte. I due sono lesti: ripuliscono il forziere, tolgono l'hard disk dal sistema di videosorveglianza del locale ed escono. Bottino: circa un milione e mezzo d'euro tra oro e gioielli. Non toccano i monili in vetrina. Evidentemente non vogliono allarmare gli altri commercianti. Infatti nessuno si accorge di niente. Nessuno urla. Nessuna scena di terrore. Un lavoro pulito insomma, ben pianificato: nei giorni scorsi di certo i tre balordi hanno eseguito un sopralluogo per rendersi conto della zona, degli ostacoli da superare per colpire l'obiettivo. Con la precauzione di portare via le immagini della rapina, dove sicuramente si vedono distintamente i due soggetti entrare, razziare e uscire. Pochi istanti dopo via Vittoria pullulava di Volanti della polizia. Sul posto sono arrivati anche gli investigatori della Squadra mobile di Vittorio Rizzi, della sezione Antirapine diretta da Andrea Di Giannantonio. Lui è un dirigente che conosce bene l'ambiente dei rapinatori della Capitale. I suoi uomini inoltre sono di grande esperienza. E in questa vicenda niente viene dato per scontato. Per esempio, i due balordi ben vestiti entrati nella gioielleria hanno parlato con accento dell'Est europeo. Ma non è detto che anche i complici - uno o due - siano della stessa nazionalità. Potrebbero essere italiani. I poliziotti sperano che qualche indizio utile lo rivelino le telecamere su via della Vittoria. Sono diversi gli obiettivi montati all'esterno dei negozi. «Non mi sono accorta di niente - dice la titolare del negozio di scarpe, Silvia Dal Co', situato sul lato opposto della strada, di fronte alla gioielleria - Il mio compagno e io abbiamo visto un'Audi bianca passare qui davanti, e pochi minuti dopo abbiamo visto arrivare una Volante della polizia. Fino a poco tempo fa sentivo parlare del problema sicurezza a Roma. Ora lo avverto anch'io: questa era una zona tranquilla, adesso non più». Lo stesso ribadisce un altro commerciante, Rodolfo De Carlis, titolare degli omonimi locali sui due lati della via: «È da quarant'anni che sono qui e non è mai successo niente del genere. Questa è la prima volta che commettono una rapina in via Vittoria. Devo dire che c'è una ottimo servizio dei carabinieri di quartiere, del Nucleo radiomobile. Ma forse non basta».

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Fabio Di Chio

02/02/2012

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