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01/02/2012, 05:30
Stop alle ricerche dei dispersi. In vendita su Ebay numerosi oggetti provenienti dalla nave arenata: la base per una fiche da poker è di 900 dollari.
Novecento dollari per una fiche da poker da un euro. Tra 137 e 179 euro per un modellino della nave, in vendita dall'estero, «solo» 101 per uno in Italia. Una tazza a 59,99 euro, un bicchiere da cockatil con la scritta della compagnia Costa a 14,99 euro. Sono alcuni dei prezzi di base delle aste in corso su Ebay per gli oggetti della nave Concordia dopo il naufragio al Giglio. Ma è possibile trovare anche il menu della cena di gala, il giornale di bordo o la felpa del personale. Sul sito di aste on line impazza la corsa ai reperti, autentici o creati ad hoc, del transatlantico «spiaggiato». In vendita anche semplici foto e gadget in qualche modo collegati a Schettino e De Falco, come un cappello da marinaio «Costa Concordia Maschera Schettino Costume» in vista del carnevale e la maglia, diventata un cult, con la celebre frase «Vada a bordo, c...». Un fenomeno sicuramente figlio dell'era tecnologica. Ma non per questo meno sgradevole, se si pensa alla tragedia che c'è dietro questo e-commerce. Paragonabile al «turismo del dolore» che lo stesso Comitato Sos Concordia, costituitosi l'altro giorno al Giglio, ha stigmatizzato. «Chiediamo - hanno spiegato i due portavoce Fabio Agugliari e Alvaro Andolfi - che non si vengano più a fare i picnic per vedere il relitto».
Se tanti reperti finiscono all'asta, gli arredi sacri della Concordia strappati al mare diventeranno patrimonio degli abitanti del Giglio e saranno conservati da don Lorenzo Pasquotti nella chiesa dei Santi Lorenzo e Mamiliano, la parrocchia dove la notte del naufragio in tanti hanno trovato rifugio. Anche il tabernacolo con le Ostie nella cappella della nave è stato messo in salvo nella chiesa che si affaccia sul porto. Pure la statua della Madonna di Fatima, invocata dai fedeli che prendevano parte alle crociere sulla Concordia, resterà al Giglio. «È nostra intenzione - racconta don Lorenzo - realizzare nella chiesa una vetrina-simbolo del naufragio in cui entreranno alcuni cimeli: un salvagente, una cerata servita come coperta per un naufrago, una corda con cui sono stati tratti in salvo alcuni passeggeri». Intanto le ricerche dei dispersi sono state sospese. L'ultima parola spetta al Comitato consultivo che si riunirà oggi ma l'impressione è che lo stop nella parte sommersa sia definitivo. Ieri l'ad della Costa Crociere, Pierluigi Foschi, è stato ascoltato dalla Commissione lavori pubblici del Senato. Ha garantito che sulla Concordia non c'erano avarie. Ha poi ribadito che Schettino non aveva mai avuto incidenti e che l'equipaggio ha compiuto il suo dovere ma ha aggiunto che «c'è stato un ritardo nell'ordine di evacuazione». Quanto alla nave, ha ammesso che non tornerà in esercizio: le assicurazioni «sono sufficienti a coprire costi e perdita della nave».
I pm hanno invece ascoltato a lungo ieri pomeriggio Roberto Ferrarini, il manager della compagnia, in particolare sulle sue numerose telefonate con Schettino nel periodo tra l'impatto e l'ordine di evacuazione. Infine, Gianluca Marino Cosentino, tenente di vascello e secondo ufficiale medico sulla Concordia, ha raccontato in un'intervista che «l'equipaggio era già sui ponti accanto alle scialuppe pronti allo sbarco già da mezz'ora» quando fu lanciato l'ordine di abbandonare la nave da una voce che «al 90%» non era quella del capitano. «Come so per certo che ad arenarsi su quel benedetto scoglio la nave ce l'ha portata la Madonna. È stato un miracolo. Potevamo essere morti tutti: bastavano 10 metri più al largo».
Andrea Acali
01/02/2012