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31/01/2012, 23:08
Le missive, indirizzate al ministro, alla presidente di Confindustria e ai segretari Cisl e Cgil, intercettate al centro meccanografico postale di Lamezia Terme.
In vista dell'incontro di giovedì sulla riforma del mercato del lavoro, dalla Calabria arriva una minaccia molto netta contro il Ministro del Lavoro, Elsa Fornero, il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, ed i segretari generali di Cgil e Cisl, Susanna Camusso e Raffaele Bonanni. Nel centro meccanografico postale di Lamezia Terme sono state intercettate quattro buste con all'interno proiettili calibro 38 e volantini di minacce a firma del Fronte Rivoluzionario. Quando gli impiegati delle poste si sono accorti che all'interno delle buste c'erano i proiettili hanno provveduto immediatamente ad allertare gli agenti della polizia di Stato che sono intervenuti ed hanno sequestrato tutto il materiale.
Dai primi accertamenti è emerso che nel volantino di minacce si faceva riferimento proprio ai temi del lavoro e della futura riforma che sarà al centro della riunione prevista per giovedì tra il Governo e le parti sociali. Il sostituto procuratore della Repubblica di Lamezia Terme, Domenico Galletta, ha già disposto i primi accertamenti su tutto il materiale. In particolare si sta cercando di verificare la presenza di impronte digitali o altri elementi utili per risalire ai responsabili del gesto. Gli investigatori stanno anche cercando di ricostruire il percorso fatto dalle buste per arrivare al centro meccanografico di Lamezia Terme.
Al centro dell'attenzione degli inquirenti c'è anche la sigla 'Fronte Rivoluzionariò utilizzata per rivendicare le minacce contenute nel volantino trovato a Lamezia Terme. Già nel dicembre scorso si era verificato un episodio analogo. Sempre a Lamezia Terme furono trovate dieci buste con proiettili e minacce rivolte al premier, Mario Monti, all'ex premier, Silvio Berlusconi, e ai direttori di alcuni quotidiani nazionali. Quasi sicuramente l'inchiesta avviata oggi confluirà in quella già in corso sull'episodio del dicembre scorso e ad occuparsene sarà la Dda di Catanzaro. Negli ambienti investigativi si sta valutando anche l'attendibilità delle minacce in considerazione del fatto che le sigle utilizzate per le rivendicazioni non sono mai apparse in circostanze analoghe.
31/01/2012