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31/01/2012, 05:30
DI GIUSEPPE SANZOTTA La sua codardia è diventata un altro dei luoghi comuni da cui difenderci. Ma il capitano della Concordia non ci rappresenta.
Ma a chi verrebbe in mente di paragonare l'uomo più potente del mondo, il presidente degli Usa, a un marinaio campano? Fino a 15 giorni fa a nessuno. Invece per ricercare l'insulto più feroce ecco pronta una ricetta mediterranea: basta dire Schettino. Così il capo dei Repubblicani Usa, Reince Priebus, dice che Obama è come Schettino perché ha abbandonato l'America, così come il capitano italiano ha lasciato la nave. Giornali e siti spagnoli in guerra con quell'antipatico (giudizio del tutto personale) di Mourinho hanno pensato bene di paragonarlo il capitano della Concordia perchè sarebbe un vigliacco pronto a lasciare la sua nave, in questo caso un club ricco e prestigioso come il Real Madrid. E lo Spiegel che evidentemente con l'Italia ha un conto aperto da decenni arriva a scrivere che a un comandante inglese o tedesco non sarebbe mai successo. Da quelle parti non sono nuovi a sparate anti italiane. Ricordiamo quella indegna copertina del 1977 con una pistola su un piatto di spaghetti. In Italia non erano anni facili. Anni di piombo, ma in Germania non andava tanto meglio. Lo stereotipo c'era tutto, italiani uguale spaghetti, e pistola come violenza. Secondo me quei tedeschi non avevano digerito che qualche anno prima nei mondiali di calcio in Messico li avevamo battuti in quello storico 4-3. L'italietta quando mostra i denti si difende e bene in tutti i campi. Adesso ci mancava quel bel campione di marinaio. Ha distrutto una nave meravigliosa, ha causato una strage per la sua imperizia e la sua codardia. Per questo è diventata un altro dei luoghi comuni da cui difenderci. Ci vuole poco a legare Schettino, vigliaccheria, italiani. Una volta nel deserto dello Yemen dei bambini con la maglietta azzurra della nazionale di calcio ci gridarono tutto quello che sapevano dell'Italia, Paolo Rossi (e fin qui bene), Andreotti (c'era andato in visita) e poi mafia. Difficile spezzare questa associazione di idee. Del resto anche in Italia non ne siamo del tutto immuni. Pensate che anche da noi non ci sia diffidenza per un siciliano di Corleone, per un campano nato a Casal di Principe o un calabrese di Gioia Tauro? Certo, ma queste cose ce le regoliamo in famiglia, nel senso di comunità nazionale. Ma all'estero gli stereotipi ci insultano, ci danneggiano. Sarebbe giusto ribellarci. Dovremmo essere un Paese, una nazione, un popolo. Sarebbe ora di rispolverare un po' di orgoglio nazionale. Ma forse ci abbiamo fatto troppo il callo. Per quanto tempo siamo stati considerati nel mondo pizza, spaghetti e mandolino? La pizza contende agli Hamburger la palma del piatto più diffuso e molti negli Usa pensano che sia una ricetta nata in una riserva indiana. E gli spaghetti? Provate a farli voi francesi, tedeschi, inglesi e Yankee e poi ne riparliamo. Mandolino? Ma la musica è italiana come i grandi tenori da Caruso a Pavarotti. E se questo è il Paese più bello del mondo, lo dicono gli stranieri, perché ci sbeffeggiano? E se fosse solo invidia? Del resto Jan Fleischhaler, l'autore dell'editoriale su Spiegel in cui denigrava gli italiani, confessa in una intervista che gli Schettino sono ovunque, anche in Germania. Non ne dubitiamo. Ma la storia di questo Paese è fatta anche di atti di eroismo. Durante il Risorgimento, come nell'ultima guerra. Parliamo di Cefalonia? Di Salvo D'Acquisto? Quanto mi indignò la spocchia degli ufficiali inglesi durante la guerra delle Falkland, giugno 1982, quando qualcuno disse che con gli argentini di discendenza italiana avrebbero avuto vita facile, con quelli di origine spagnola invece sarebbe stata dura. Che voglia di dar vita a una nuova disfida di Barletta. Magari incruenta. E vogliamo parlare di arte e cultura? Il Rinascimento è italiano. Michelangelo, Raffaello, Leonardo sono nati qui. Ci ha rovinato la Lega. Non quella contro Barbarossa, ma quella di Bossi. Hanno impedito di fare del Risorgimento il nostro punto di partenza condiviso. Di quegli eroismi il nostro orgoglio. Hanno fatto passare in disuso la parola Patria. Così adesso ci dobbiamo solo vergognare per Schettino. Ma non ci rappresenta. Sarà processato e se colpevole condannato. Non ci saranno protezioni. Mi viene in mente la strage del febbraio del 1998, al Cermis. Piloti americani giocavano con i loro caccia, colpirono una funivia: 20 morti. Tornarono negli Usa per essere giudicati. Fu una farsa, tutti liberi. Così se il signor Priebus cerca un uomo indegno a cui paragonare il suo presidente, non passi l'oceano e citi quei marines che non hanno pagato per aver ucciso per gioco 20 sciatori. Sono peggiori di Schettino.
Giuseppe Sanzotta
31/01/2012