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    Alla fine del riquadro di spiegazione ne sarà proposta anche la traduzione in inglese, ripresa dal lemmario Italiano-Inglese del Ragazzini 2010.

31/01/2012, 05:30

"Vigilerò sui tempi di rimozione del relitto"

Il sindaco: "La priorità è lo svuotamento dei serbatoi della Concordia". Abitanti del Giglio preoccupati per le ricadute sul turismo.

Resti di arredamento della nave Costa Concordia affiorano sulla superficie del mare Un comitato per tutelare gli interessi degli abitanti dell'isola del Giglio dopo il drammatico naufragio della Costa Concordia. È l'idea di un gruppo di cittadini dopo l'annuncio da parte del commissario Gabrielli che per la rimozione del relitto serviranno tra sette e dieci mesi. Così ieri sulle vetrine dei negozi è comparso un avviso con il quale si convocava nel pomeriggio un incontro all'Hotel Bahamas per discutere la nascita del comitato. Una riunione alla quale il sindaco Sergio Ortelli, raggiunto poco prima dell'inizio, ha garantito la sua presenza: «È un'assemblea popolare indetta dai cittadini; faccio parte di questa comunità, perciò ci sarò». Per dire cosa? «Per spiegare nei dettagli quello che ho già avuto modo di comunicare alle singole persone nei miei incontri quotidiani. È ovvio che le affermazioni di Gabrielli possono aver spazientito qualcuno. Ma bisogna capire che le operazioni sono in corso e vedono impegnate persone competenti ed esperte, ai massimi livelli. Non dico che bisogna essere rassegnati ma occorre un minimo di pazienza. Nessuno sta perdendo tempo. Se ci sono stati rallentamenti sono stati causati dalle condizioni meteo. Del resto io sono un "monitor" della situazione: se dovessi rendermi conto che c'è qualche intoppo, sarei il primo a levare gli scudi». Eppure qualche suo concittadino nei giorni scorsi aveva lamentato qualche disagio, come l'impossibilità di raggiungere il porto con l'auto, difficoltà di parcheggio e così via. «Ci siamo trovati come ad agosto, forse con meno gente e con più mezzi, ma grandi difficoltà non le vedo. C'è un grande impegno logistico e maggior lavoro per i commercianti per assistere chi è venuto al Giglio in questo periodo. Anzi, se non fosse per le cause tragiche che hanno provocato questo "affollamento" verrebbe da pensare a un'"alta stagione" fuori stagione. Ma questo sarebbe un pensiero cinico: ho ancora negli occhi il dramma di quella notte e il dolore delle famiglie dei dispersi». Qual è dunque la vostra preoccupazione principale? «La priorità è il "defueling". Se verrà risolto rapidamente il problema dello svuotamento dei serbatoi con la messa in sicurezza della nave, sarà messa in sicurezza anche la nostra economia. È chiaro che per la rimozione del relitto serviranno tempi più lunghi, stiamo parlando di un transatlantico. Dovremo imparare a condividere questa presenza ingombrante con le esigenze della portualità, di chi si avvicina all'isola d'estate. Non posso permettere che il Giglio diventi un cantiere né che si fermino i lavori ma neppure che si fermi il turismo, voce principale della nostra economia». Il Giglio è una meta favorita dai romani... «E voglio rassicurarli: possono venire senza timori, troveranno il solito mare pulito. L'Arpat sta monitorando giorno per giorno le condizioni, nella massima trasparenza. Il catastrofismo lo lasciamo, purtroppo, alla tragedia che si è consumata, alle vittime che ci sono state». Pensate di chiedere un risarcimento? «Per ora abbiamo deciso solo la costituzione di parte civile in sede processuale, in sintonia con il presidente della Provincia di Grosseto, con cui ho parlato per una strategia comune. Per il resto, dobbiamo prima pensare ad uscire dall'emergenza». All'assemblea hanno partecipato 200 persone. Su un balcone dell'albergo è stato affisso uno striscione con la scritta «Gabrielli, tolga la nave cazzo!» che richiama l'ormai celeberrimo ordine di De Falco a Schettino. «Vogliamo la rimozione della nave dal nostro porto il prima possibile» hanno detto i portavoce del comitato, Fabio Aguigliari e Alvaro Andolfi. L'obiettivo è tutelare gli interessi locali e informare la popolazione «senza alcuna appartenenza politica, nè in contrasto con le istituzioni».

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Andrea Acali

31/01/2012

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