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30/01/2012, 16:45
Nella piccola chiesa in piazza Sant'Egidio, si sono alternati Bersani e Casini, Bindi e Binetti, Finocchiaro e Pisanu. E poi, Arnaldo Forlani e Romano Prodi.
Un caloroso applauso ha accompagnato il feretro di Oscar Luigi Scalfaro verso l'uscita della chiesa di Santa Maria in Trastevere al termine della cerimonia funebre officiata da monsignor Vincenzo Paglia. Davanti alla chiesa, una piccola folla ha tributato un altro applauso all'ex presidente della Repubblica, mentre la bara veniva riposta sul carro funebre per essere trasportata a Novara, sua città natale, dove verrà tumulata.
Nella piccola chiesa dedicata alla Madonna del Carmelo, in piazza Sant'Egidio a Roma, si sono alternati Bersani e Casini, Bindi e Binetti, Finocchiaro e Pisanu. E poi, Arnaldo Forlani, ex segretario della Dc, e Romano Prodi. Volti che raccontano meglio di tante parole il ruolo di Scalfaro nella storia della Repubblica: "Ha avuto la responsabilità di guidare il Paese in un momento difficile, mentre i partiti crollavano attorno a lui. E anche il suo", ha ricordato Massimo D'Alema. Costituzione e Vangelo, etica pubblica ed etica religiosa sono stati i testi ispiratori dell'agire di Scalfaro. Lo hanno ricordato Pier Ferdinando Casini, Dario Franceschini e Romano Prodi, giunto a rendere omaggio al Presidente della Repubblica nelle mani del quale giurò per la prima volta da presidente del Consiglio.
A rendere omaggio a Scalfaro, che ricoprì anche la carica di ministro dell'Interno, sono arrivati anche i vertici del ministero dell'Interno: Giuseppe Procaccini, capo di gabinetto del Viminale, il capo del Dis, Gianni De Gennaro, il capo della Polizia, Antonio Manganelli, il prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, il questore di Roma, Francesco Tagliente. La severità del Presidente e la semplicità dell'uomo sono i caratteri che sono emersi dalle testimonianze dei tanti cittadini presenti alle esequie. Una semplicità raccontata anche dal fascio di peperoncini che una mano ignota ma famigliare al Presidente ha lasciato sulla bara. "Amava il peperoncino, mangiava piccante. Ma lo adorava anche come pianta per ornare la casa e il terrazzo. A lui piacevano quei colori decisi che gli ricordavano la bandiera", spiega un giovane, gli occhi gonfi di lacrime. Semplicità rispettata anche nella scelta della bara che custodisce il corpo di Scalfaro: legno chiaro di abete, nessun fregio, nessuna decorazione, portata a spalla in Santa Maria in Trastevere per l'omelia di monsignor Vincenzo Paglia.
"A volte è meglio il silenzio dell'ipocrisia", ha detto Casini. A volte, però, il silenzio è anche più rumoroso. E a fare da cornice ai funerali oggi ci sono state le polemiche per l'assenza di esponenti del Pdl. I rapporti tesi tra Scalfaro e Berlusconi sono noti e Massimo D'Alema sembra non sorprendersi: "Scalfaro e un certo mondo berlusconiano erano agli antipodi", ha detto. Bersani si rifugia in un più diplomatico "preferisco non commentare in questo momento", mentre l'unico esponente Pdl presente alla camera ardente, Beppe Pisanu invita a lasciare ogni giudizio alla storia: "Credo che valutazioni suina personalità come quella di Scalfaro vadano fatte una volta acquisita la dimensione storica del personaggio".
30/01/2012