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27/01/2012, 20:30
Terremoto di magnitudo 5.4 avvertito dalla Liguria al Veneto. Epicentro tra Parma e La Spezia.
Niente feriti, ma tanta paura e danni, fortunatamente riparabili, solo alle bellezze artistiche. Tra quelle più antiche e fragili figura la Reggia di Colorno nel reggiano da cui sono crollate parti di tre statue e la chiesa di Santa Maria Nascente a Brescello, sempre in provincia di Reggio Emilia, notissima per essere la parrocchia di Don Camillo, personaggio letterario di Giovannino Guareschi, che ha risentito del colpo sulla volta interna. Questo il bilancio delle due scosse di terremoto che hanno fatto tremare l'Emilia Romagna nel giro delle ultime 72 ore: la prima mercoledì scorso, registrata alle 9.06, di magnitudo di 4.9, con epricentro a Boretto, Poviglio, Brescello e Castelnovo di Sotto, Campegine e Gattatico; la seconda oggi alle 15.53, di magnitudo 5,4 con epicentro nell'Appennino parmense, tra Corniglio Monchio delle Corti, Palanzano e Berceto dove si è temuto per il duomo, una chiesa romanica la cui fondazione risale infatti al 712 e che potrebbe aver risentito del sisma.
SCIAME SISMICO Ad accompagnare queste due forti scosse, uno sciame sismico di minore entità. I due fenomeni maggiori, però, sono stati avvertiti distintamente dalla popolazione che è scesa in strada nelle zone più vicine agli epicentri. Le maestre hanno accompagnato i bambini più piccoli fuori dalle aule e gli studenti universitari sono usciti dalla facoltà. Il tremore è stato sentito, in entrambi i casi, in tutto il Nord Italia, dalla Lombardia, alla Liguria, dal Veneto alla Toscana, fino all'isola del Giglio, dove in mare riposa in condizioni già precarie la carcassa della Costa Concordia.
MOVIMENTO MOLTO PROFONDO Pochi minuti dopo le scosse è scatta la macchina di emergenza coordinata dalla protezione civile regionale, diretta dall'ingegnere Demetrio Egidi. Si sono mobilitate le prefetture, i Comuni, le Province, la Regione, i vigili del Fuoco, la polizia municipale e tutti i corpi cui è stato chiesto di contribuire ad accertamenti e sopralluoghi. Prima di tutto sono state controllate le scuole e in via precauzionale, così come mercoledì i ragazzi erano stati mandati a casa, anche domani in alcuni Comuni del parmense, le lezioni saranno sospese. Un modo per agevolare, di fatto, il lavoro dei tecnici che hanno effettuato i sopralluoghi e continueranno a lavorare anche domani. Tuttavia quello di oggi "è un evento sismico distinto rispetto all'episodio di due giorni fa, in linea con la classificazione sismica tipica di quel territorio", spiega Egidi rimarcando che "la forte profondità ha senz'altro limitato i danni". Il fatto che lo smottamento sia avvenuto molto sotto la superficie terrestre ha dunque attutito le conseguenze che sono state di pressoché nulle. Tuttavia è proprio questa profondità ad aver consentito a popolazioni geograficamente molto distanti di avvertire lo stesso fenomeno.
POSSIBILI ALTRE SCOSSE PIÙ FORTI Siamo in presenza di uno sciame sismico nell'Appennino emiliano, "ed è possibile che ci siano altre scosse dopo quella di oggi, anche più forti", è il commento del sismologo dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia Salvatore Barba. "E' stato un terremoto particolarmente profondo - spiega il sismologo - molto più della media della zona che è di 25-30 chilometri (questo è localizzato a circa 60 chilometri di profondità, ndr), e questo ha sicuramente attutito l'effetto. Ricordiamo che all'Aquila la profondità fu di appena 7 chilometri. La magnitudo è elevata, ma in questa zona sono possibili magnitudo anche più forti, fino a 6 gradi richter. E vista la frequenza elevata con cui registriamo scosse nella zona - ribadisce il sismologo dell'Ingv - è possibile che ce ne siano altre".
NEL PARMENSE TUTTI IN STRADA Anche se in assenza di danni reali, il terremoto è sempre in grado di allarmare la gente. Come mercoledì nel Reggiano, infatti anche oggi nei Comuni epicentro del parmense è uscita all'aperto, svuotando uffici, negozi, bar e abitazioni e anche a Bologna, ancora stasera si parla della scossa nei bar, tanto tra i giovani, quanto tra gli anziani. Invasi delle telefonate i numeri dei Comuni e anche alcuni contatti di emergenza come i Vigili del fuoco. Chiamate effettuate non per segnalare danni, crepe o problemi, quanto più che altro per chiedere informazioni, per essere rassicurati, o per sapere come comportarsi. E forse sono stati i social network, ancora prima dei media a far rimbalzare la notizia delle avvenute scosse. Oggi pomeriggio, gli internauti di Emilia Romagna, Trentino Alto Adige, Liguria, Veneto, Lombardia, Piemonte, Toscana hanno scatenato il tam tam di commenti sul web con testimonianze in diretta e qualche battuta. Da Bologna a Bergamo, da Milano a Genova, ci sono voluti pochi istanti e le bacheche di chi vive nelle città in cui la scossa si è sentita sono già inondate di commenti diffondendo la notizia da un capo all'altro dello stivale.
LA SCOSSA SUTWITTER E FACEBOOK Su Twitter il fenomeno naturale viene tradotto in tempo reale nello spazio di 140 caratteri. C'è chi è preoccupato: "Magnitudo 5.4 scala Richter. Che non è poco, dicono", e chi sdrammatizza: "Da quanto mi pare di capire, la gente si ripara dal #terremoto twittando"; e ancora "non ho sentito il #terremoto ma esigo lo stesso qualcuno che mi abbracci e mi dica 'su su non è successo nulla'", "La gente anziché ripararsi sotto il tavolo...twitta...". L'ironia non manca, dunque, come l'iscritto che sigla: "Non ho sentito il #terremoto, ero troppo impegnato a leggerlo su Twitter" o il cybernauta di Bologna che a pochi secondi dalla scossa scherza su Facebook scrivendo: "scusate, spostavo i mobili". Insomma, internet ancora una volta si dimostra la piazza più aggiornata d'Italia. Un luogo virtuale in cui trovare compagnia anche in momenti di panico, per condividere e attingere informazioni dal basso, un luogo per esorcizzare la paura, per accertarsi che, almeno questa volta, non è successo nulla di grave.
27/01/2012