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27/01/2012, 10:59
Duecentomila ore di lavoro perse nella raccolta, magazzinaggio e lavorazione dei prodotti e 200 milioni di euro di danni nella filiera agroalimentare.
Oltre centomila tonnellate di frutta, verdura, fiori e latte buttati o rovinati, duecentomila ore di lavoro perse nella raccolta, magazzinaggio e lavorazione dei prodotti e 200 milioni di euro di danni nella filiera agroalimentare, mentre i consumatori in una settimana hanno tagliato del 30% gli acquisti di frutta e verdura che sono venuti a mancare dagli scaffali, dove i prezzi sono anche raddoppiati per alcune categorie di ortaggi. E questo il bilancio dei danni provocato dallo sciopero dei Tir tracciato dal presidente della Coldiretti, Sergio Marini. «Al danno economico immediato, va aggiunto - sottolinea Marini - quello futuro dovuto al fatto che le produzioni di paesi concorrenti come la Spagna nell'ortofrutta o dall'Olanda per i fiori, hanno sostituito il Made in Italy sugli scaffali della grande distribuzione europea. Ovunque - continua Marini - si segnalano un preoccupante calo degli ordinativi dall'estero e difficoltà per gli agricoltori che oltre alla perdita per il prodotto deprezzato o svenduto sono costretti ad accollarsi anche il costo dello smaltimento dei prodotti non più commercializzabili». Da sottolineare peraltro - continua la Coldiretti - le preoccupanti conseguenze sull'occupazione che colpisce particolarmente giovani e immigrati, che rappresentano una buona parte dei lavoratori impegnati nel settore agroalimentare a tempo determinato. Le maggiori carenze e prezzi più elevati, secondo un monitoraggio della Coldiretti, sono state rilevate nella grande distribuzione dove i rifornimenti si realizzano attraverso i Tir, mentre migliori sono le condizioni dei mercati rionali e di quelli degli agricoltori di Campagna Agricola, dove le forniture vengono trasportate in piccoli mezzi e sono locali e i prezzi sono calmierati. «La situazione di difficoltà dell'economia è reale e riguarda - conclude il presidente della Coldiretti - l'autotrasporto come l'agricoltura, ma la crisi con queste azioni rischia di aggravarsi e occorre agire con responsabilità per evitare una guerra tra poveri che non è certo utile in questo momento per il Paese».
27/01/2012