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27/01/2012, 05:30
Appalti in Vaticano: padre Lombardi attacca l'inchiesta di La7: "La Santa Sede si riserva le vie legali".
Il governatorato vaticano potrebbe querelare La7. L'ipotesi è contenuta in una nota ufficiale di padre Federico Lombardi, presidente della Sala Stampa della Santa Sede. Lombardi sottolinea che alcune «accuse» - «anche molto gravi» - fatte nel corso della trasmissione Gli intoccabili di Gianluigi Nuzzi «impegnano la Segreteria di Stato stessa e il Governatorato a perseguire tutte le vie opportune, se necessario legali, per garantire l'onorabilità di persone moralmente integre e di riconosciuta professionalità, che servono lealmente la Chiesa, il Papa e il bene comune». Una reazione che è stata pesata nei toni e nei modi l'intera mattinata. Già da tempo, quando si discuteva degli attacchi mediatici, si era fatta presente la possibilità di una tutela in sede legale. Ma è la prima volta che padre Lombardi parla della possibilità di adire a vie legali da parte di organismi vaticani. È il segnale che la misura è colma, per quello che viene visto come un attacco ad orologeria. La trasmissione - scrive padre Lombardi - «può essere oggetto di molteplici considerazioni, a cominciare dalla discutibilità del metodo e degli espedienti giornalistici con cui è stata realizzata, per continuare con l'amarezza per la diffusione di documenti riservati». Ma questo, afferma il presidente della Sala Stampa Vaticana, è «fin troppo abituale, sia come metodo generale, sia come stile di informazione faziosa nei confronti del Vaticano e della Chiesa Cattolica». Padre Lombardi aggiunge due considerazioni. La prima: è vero che l'azione svolta da Carlo Maria Viganò, fino allo scorso anno segretario del Governatorato di Città del Vaticano, ha raddrizzato una situazione economica complessiva difficile. Ma «una valutazione più adeguata richiederebbe tuttavia di tener conto dell'andamento dei mercati, e dei criteri degli investimenti nel corso degli ultimi anni». Anche perché, a contribuire al bilancio attivo sono stati anche i risultati «notevolissimi» dei Musei Vaticani. E poi, lo Stato della Città del Vaticano non ha «finalità puramente economiche, ma di supporto della missione della Chiesa universale da parte dello Stato della Città del Vaticano, che sono motivo di spese anche notevoli». Da qui, le accuse «molto gravi», che fanno pensare di adire a vie legali. Lombardi ci tiene a precisare anche che le cose non sono cambiate dopo che monsignor Viganò è stato nominato nunzio a Washington. «I criteri positivi e chiari di corretta e sana amministrazione e di trasparenza cui si è ispirato monsignor Viganò - scrive Lombardi - continuano certamente ad essere quelli che guidano anche gli attuali responsabili del governatorato, nella loro provata competenza e rettitudine». Una linea «coerente» con l'operazione trasparenza avviata dalla Santa Sede. Seconda considerazione. «Discussioni e tensioni - annota padre Lombardi - comprensibili differenze di opinioni e posizioni, vengono sottoposte alla valutazione di un giudizio superiore proprio perché questo è in grado di vedere le questioni in una prospettiva più ampia e con criteri più comprensivi». E invece - sottolinea Lombardi - «un procedimento di discernimento difficile sui diversi aspetti dell'esercizio del governo di un'istituzione complessa e articolata come il Governatorato, che non si limitano a quelli del giusto rigore amministrativo, è stato invece presentato in modo parziale e banale, esaltando evidentemente gli aspetti negativi, con il facile risultato di presentare le strutture del governo della Chiesa non tanto come toccate anch'esse dalle fragilità umane, quanto come caratterizzate in profondità da liti, divisioni e lotte di interessi». Ma si è andati - accusa Lombardi - «ben al di là della realtà». Perché la situazione del governatorato - aggiunge - non è «così negativa come si è voluto far credere»; perché «tanta disinformazione non può certamente occultare il quotidiano e sereno lavoro in vista di una sempre maggiore trasparenza di tutte le istituzioni vaticane»; e che il governo della Chiesa ha al vertice un pontefice «dal giudizio profondo e prudente».
Andrea Gagliarducci
27/01/2012