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26/01/2012, 19:47
Il blitz è scattato in 15 province: in manette militanti di centri sociali. Indagati anche due ex terroristi.
Venticinque provvedimenti di custodia cautelare in carcere e uno di custodia cautelare ai domiciliari; quindici misure dell'obbligo di dimora ed una misura di divieto di dimora nella provincia di Torino. E' questo il bilancio dell'operazione condotta in tutta Italia dalla Digos di Torino per i fatti avvenuti, nell'ambito delle manifestazioni No Tav, il 27 giugno ed il 3 luglio scorso in Val di Susa. In quei giorni, è stato ricordato, risultarono feriti oltre 220 componenti delle forze dell'ordine.
Fermato anche un ex brigatista Tra le persone fermate a Milano figura anche l'ex brigatista rosso Paolo Maurizio Ferrari, uscito dal carcere nel 2004 dopo aver scontato 30 anni di carcere: 21 per sequestro e rapina (coinvolto nei sequestri del sindacalista Cisnal Bruno Labate e del dirigente Fiat Ettore Amerio, venne trovato in possesso anche della rivendicazione del sequestro del magistrato Mario Sossi) e 9 per la 'rivolta' al carcere dell'Asinara nel 1979. Ferrari non si è mai "pentito" né dissociato. "Il terrorismo non ha nulla a che vedere con i fatti di cui ci stiamo occupando". Lo ha detto il procuratore capo Gian Carlo Caselli a proposito dell'arresto di due ex terroristi tra i militanti No Tav fermati. Caselli ha parlato di "un'operazione di cesello: le verifiche sono state rigorosamente individuali e personali". Il procuratore ha sottolineato le parole del Gip, che nell'ordinanza scrive della "linearità e completezza della ricostruzione". "Sarà un autogol". Così Alberto Perino, leader della protesta contro la Tav, ha commentato l'operazione: "Era da metà dicembre che ci aspettavamo questi arresti, si vuole essere d'esempio per tutti quelli che in Italia oggi alzano la testa. Non ci spaventeranno".
Fiaccolata di protesta Questa sera manifestazione di solidarietà a Bussoleno: "Abbiamo visto - ha detto Lele Rizzo del centro sociale torinese Askatasuna- che c'e' un disegno chiaro per provare a dividere il movimento, ma siamo un movimento, una lotta di popolo. Pensiamo che quel cantiere sia illegittimo e, quindi, lo contestiamo".
26/01/2012