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26/01/2012, 18:13
La situazione secondo il presidente della Cassazione Lupo: L'Europa chiede prescrizione più lunga.
Serve un "governo Monti", non solo per mettere a posto i problemi del nostro Pil, ma anche per risintonizzare, dal punto di vista giuridico e giudiziario, e non solo finanziario, l'Italia con l'Europa. È questa l'indicazione principale, il filo conduttore, della relazione sul sistema giustizia che il Primo presidente della Cassazione, Ernesto Lupo, ha illustrato alla cerimonia di apertura dell'anno giudiziario alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e delle più alte cariche dello Stato nell'Aula Magna della Suprema Corte. Dunque più Europa, ma anche meno carcere, prescrizione più lunga e meno avvocati.
CLIMA MUTATO «Il mutamento dell'atmosfera politica, istituzionale e culturale, che dirada le nubi che si erano addensate sul nostro impianto costituzionale, ci fa ben sperare sul mantenimento del quadro istituzionale, fondato sui valori fondamentali della nostra Costituzione», ha detto Lupo.
CESSATI ATTACCHI AI GIUDICI Il risveglio dell'attenzione della politica per la giustizia come «servizio» viene salutato con favore, dopo che per anni la «prevalente attenzione» è stata dedicata, con la scusa di attuare un «riequilibrio dei poteri», al «malcelato intento di ridimensionare il controllo di legalità sull'esercizio di ogni potere», controllo affidato alla «giurisdizione indipendente».
IN LINEA CON EUROPA Secondo il magistrato «operare per 'sintonizzarcì con l'Europa per recuperare legittimazione internazionale, e così più credibilmente influire sulle istituzioni europee, non è soltanto una necessità che investe talune nostre anomalie economiche e finanziarie (eccesso di debito pubblico, sistema previdenziale, età pensionabile, livello dell'evasione fiscale, etc.) ma è una esigenza di cui tenere conto anche in ambito giuridico e giudiziario».
ADEGUARSI A INDICAZIONI CORTI UE «Il nostro sistema è sotto osservazione anche sul terreno dell'effettività delle garanzie, come emerge dalle giurisprudenze delle Corti di Lussemburgo e di Strasburgo, che pongono vincoli per l'attività giudiziaria e per l'ordinamento nazionale. Occorre impegnarsi seriamente per trasformare tali indicazioni in opportunità di riforma del sistema e, insieme, di rilancio di un'Unione effettivamente fondata su libertà, diritti e giustizia».
STRASBURGO, ALLUNGARE PRESCRIZIONE È «urgente» dare risposta alle «indicazioni di una sentenza della Corte europea, che ha affrontato per la prima volta il tema della compatibilità della nostra disciplina della prescrizione con gli standards internazionali», dando un giudizio negativo e sollecitando l'allungamento dei tempi di prescrizione.
SITUAZIONE CARCERI CI UMILIA «La drammatica situazione carceraria», così l'ha definita Lupo, è «una realtà che ci umilia in Europa e ci allarma, per la sofferenza quotidiana, fino all'impulso a togliersi la vita, di migliaia di esseri umani chiusi in carceri che definire sovraffollate è quasi un eufemismo». Sono troppi 68 mila detenuti in condizioni adatte al massimo a 45 mila persone.
DETENZIONE SIA SOLO 'EXTREMA RATIO Dunque, «urgente attenzione va dedicata alla misura della custodia in carcere, la cui natura di extrema ratio, imporrebbe che essa sia prevista soltanto in presenza di reati di particolare allarme sociale e, soprattutto, sia inibita quando la condotta criminosa presa in considerazione sia risalente nel tempo e non accompagnata da manifestazioni concrete di attuale pericolosità sociale».
INDISPENSABILE DEPENALIZZARE «L'emergenza carceri chiama in causa innanzitutto il legislatore, troppo condizionato - ha detto il primo presidente - ad assegnare alla risposta penale la sanzione di ogni comportamento deviante, quando invece è indispensabile un drastico sfoltimento dei reati, attraverso una incisiva depenalizzazione».
TROPPI 9 MLN CAUSE E 240 MILA AVVOCATI «I magistrati, pur lavorando schiacciati dalla montagna di quasi 9 milioni di cause pendenti, continuano a detenere primati di produttività in Europa» e 240 mila avvocati «se non costituiscono un diretto fattore di incentivazione del contenzioso, certamente non contribuiscono a deflazionarlo, giacchè è del tutto insufficiente l'attività di filtro della classe forense».
MI FACCIA CAUSA, SOLO I RUSSI PEGGIO DI NOI «Tra i fattori sicuramente anomali rispetto agli altri Paesi d'Europa, che concorrono a determinare l'enorme quantità di contenzioso civile, vi è l'alto tasso di litigiosità che assegna al nostro paese un primato superato solo dalla Russia», segnala Lupo.
CRESCONO DIVORZI SOFT E CAUSE LAVORO Sempre più separati decidono l'addio scegliendo il divorzio a domanda congiunta (+6,6%). Balzo avanti (3%) anche i per divorzi giudiziali. Lievitano pure le controversie del pubblico impiego (+21,5%), i fallimenti (+11,6%) e le esecuzioni immobiliari (+8,7%). In calo, grazie ai controlli dell'Inps soprattutto sul contenzioso del meridione con -23,4%, le cause previdenziali.
FURBETTI E ABUSIVISMO La crisi rimette in moto i furbetti. Imprenditori e colletti bianchi cercano di accaparrare beni e mezzi dello Stato e intascare le tradizionali mazzette. In attivo anche l'abuso edilizio alimentato dalla pratica dei condoni. Crescono pure furti in casa e stalking.
CLAN, COSCHE E 'NDRINE Nonostante «l'incessante ed encomiabile impegno delle forze dell'ordine e dei magistrati inquirenti», dai vari distretti giudiziari «giungono anche quest'anno allarmanti rilievi circa la capacità operativa ed espansiva del crimine organizzato anche all'estero».
CON RIMEDI TOGHE FARANNO LORO PARTE È quanto ha infine assicurato Lupo, dopo aver ringraziato il "Colle" per la sua attenzione costante ai temi della giustizia e il premier Monti per la sua presenza. Omaggio anche al primo Guardasigilli donna, Paola Severino.
26/01/2012