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26/01/2012, 05:30
Scuole evacuate per precauzione. Non vedente "lasciato" nella sede della Provincia di Parma. Sciame nel Veronese, scossa più intensa nel Reggiano ma nessun danno.
Tanta paura, qualche cornicione caduto, scuole ed uffici evacuati per precauzione ma nessun danno serio e soprattutto nessun ferito. È il bilancio dei terremoti che hanno interessato gran parte del Nord Italia. Uno sciame sismico si è verificato nel Veronese a partire da martedì notte mentre alle 9.06 di ieri un terremoto di 4.9 gradi Richter è stato registrato nel Reggiano. La prima scossa di grado 4.2 della scala Richter con epicentro nel distretto sismico delle Prealpi Venete, tra Negrar e Grezzana, è stata avvertita alle 0.54 in tutto il Veneto. La profondità è stata stimata in 10,3 chilometri. Una replica di 2.1 Richter è stata registrata all'1.05 seguita da un'altra alle 8.26 di intensità 2.9 mentre già poco prima delle 21 di martedì si erano verificate due lievi scosse nella stessa zona. Per valutare la situazione dei danni e le eventuali iniziative da adottare, ieri mattina il Prefetto di Verona Perla Stancari ha attivato l'unità di crisi di protezione civile provinciale. Lo stesso sindaco di Verona Flavio Tosi ha rassicurato i propri concittadini: «Non c'è la necessità di fare allarmismi - dice - perchè ne sono stati creati fin troppi». Il sindaco spiega che la decisione di chiudere oggi tutte le scuole è stata presa «semplicemente perché siccome c'è stato uno sciame sismico consistente, che ha sicuramente danneggiato almeno una scuola, le elementari "Rosani" in via Santini, possono esserci altri danni a edifici pubblici». Perciò vigili del fuoco e tecnici dovranno accertare l'agibilità delle scuole ma la situazione è sotto controllo. Più forte la scossa che ha avuto come epicentro la zona tra Poviglio, Brescello e Castel di Sotto, ad una profondità di circa 30 chilometri. È stata avvertita in quasi tutto il Nord Italia, fino ad Aosta, Torino, Milano, in Liguria, Toscana e Trentino. Anche in questo caso danni limitati (una scuola è stata dichiarata inagibile a Milano) ma tanta paura. A Brescello, il paese di Peppone e don Camillo, qualche crepa e calcinacci caduti proprio nella chiesa del personaggio interpretato da Fernandel. «Mamma mia che botta! - ha raccontato don Giovanni Davoli, dal 2007 reggente della chiesa di S. Maria Nascente - Sembrava il motore di un Tir ingabbiato nei muri di casa. Ho sentito l'armadio che scricchiolava, sono sceso a salutare don Giuliano, il parroco emerito qui da trent'anni, poi sono andato in parrocchia». Nella chiesa del celebre crocifisso della saga cinematografica «ci sono dei danni nelle navate laterali: sono caduti calcinacci e in alto ci sono delle crepe. Per valutare se i danni siano strutturali o meno - ha spiegato, superando il nastro bianco e rosso che transenna l'interno della basilica - ci vogliono i tecnici». Ieri alle 18.43 la popolazione ha avvertito un'altra scossa, di magnitudo 3.5. Da segnalare la disavventura di un centralinista non vedente «abbandonato» in ufficio durante l'evacuazione della Provincia di Parma. È rimasto da solo per un'ora poi i colleghi sono rientrati come se niente fosse. Scuole evacuate e gente in piazza non solo nel Reggiano ma anche in Lombardia, Liguria e Toscana. Ma a parte lo spavento, non ci sono stati problemi particolari. La Protezione civile ha escluso che i due eventi sismici siano in qualche modo collegati. È stato il movimento della placca Adriatica a generare sia i terremoti avvenuti nel Veronese, sia quello in provincia di Reggio Emilia ma è l'unico legame tra i due fenomeni. Verso Nord-Est la placca Adriatica spinge verso l'Europa e in questo movimento scorre sotto le Alpi, generando terremoti nella zona di Verona e verso il Friuli. Scendendo versi Sud la placca ricomincia a innalzarsi all'altezza del Po e poi si piega nuovamente sotto l'Appennino, inarcandosi. Entrambe le aree sono considerate a bassa pericolosità sismica.
Andrea Riccardi
26/01/2012