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26/01/2012, 05:30

L'avvocato vuole liberare Schettino

Richiesta di revoca degli arresti domiciliari. La Procura chiede invece la detenzione in carcere. La decisione il 10 febbraio

Sommozzatori dei Carabinieri in procinto di immergersi nella Costa Concordia È stato fissato per il 3 marzo l'incidente probatorio relativo alla scatola nera della Costa Concordia. Destinatari della notifica firmata dal gip di Grosseto Valeria Montesarchio sono le 4.228 persone che erano a bordo della nave, tra equipaggio e passeggeri. Proprio in considerazione del numero elevato di persone chiamate in causa, il gip ha stabilito che l'incidente probatorio si terrà nel Teatro Moderno di Grosseto. I defunti e i dispersi saranno rappresentati da loro familiari. Al momento gli indagati sono il comandante della Costa Concordia Francesco Schettino e il suo vice, il primo ufficiale di plancia Ciro Ambrosio. Tra le parti offese, oltre a tutte le persone che si trovavano a bordo della nave figurano anche la Costa Crociere e il Codacons. Il Comune di Enna ha deciso di costituirsi parte civile nel processo contro i responsabili del naufragio: dipendente di quella amministrazione era Luisa Virzì, 49 anni, il cui corpo è stato recuperato martedì. E ieri sera sono stati identificati i corpi di tre dei sei cadaveri che erano ancora senza nome. Si tratta di Egon Hoer, Josef Werp e Horst Galle, tedeschi. Intanto, ignara della clamorosa gaffe (leggasi intercettazione) con la quale di fatto Schettino ammette di aver lasciato anzitempo la nave, la difesa del comandante ha formalizzato la richiesta di revoca degli arresti domiciliari per il comandante della Costa Concordia. Ieri mattina è stato depositato nella Cancelleria del Tribunale del Riesame di Firenze il ricorso contro l'ordinanza di arresti domiciliari emessa dal Gip di Grosseto, Valeria Montesarchio, il 17 gennaio scorso. Schettino è indagato per naufragio colposo, omicidio colposo plurimo e omissione di soccorso in relazione alla Costa Concordia. Il difensore di Schettino, l'avvocato Bruno Leporatti, sostiene che non sussistono i pericoli di fuga e di inquinamento delle prove e, poiché Schettino è stato sospeso, neanche il rischio di reiterazione del reato. La decisione del Riesame potrebbe aversi il 10 febbraio, quando lo stesso Tribunale si occuperà del ricorso della Procura che invece vuole la custodia cautelare in carcere per il comandante. Sul fronte delle ricerche siamo vicini all'identificazione delle ultime sei persone recuperate» dal relitto della Concordia. Lo ha detto il prefetto Franco Gabrielli mentre i sopralluoghi all'interno della nave si fanno sempre più complessi e pericolosi per i sommozzatori. Nella pianificazione delle operazioni, ha spiegato ieri Ennio Aquilino, direttore tecnico delle ricerche, ci si deve attenere a 50 minuti di possibile immersione, suddivisa in «15 minuti di penetrazione, 20 a disposizione della sicurezza dell'operatore, 15 per rientrare; massima profondità raggiungibile 50 metri». Ieri l'ad di Costa, Pierluigi Foschi, riferendo in Senato sulla scatola nera ha assicurato: «Nessun guasto, l'apparecchio ha registrato tutto». Così dicendo ha smentito l'illazione su un presunto guasto. Tra tante critiche e altrettanti sfottò (su Internet impazza Schettino in tutte le salse), arriva un messaggio «di conforto» al nostro Paese dall'ambasciatore americano David Thorne: «Al Giglio ho visto all'opera un'Italia ben diversa da quella rappresentata dal comandante Schettino. Negli States si discute molto sul comportamento tenuto dal capitano della nave e sulla brutta figura che ha fatto. Ma io ho visto all'opera un'Italia ben diversa».

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Marino Collacciani

26/01/2012

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