In questa pagina è attivo il servizio ZanTip:
Facendo doppio click su una qualsiasi parola presente nell'articolo, sarà visualizzata la definizione della parola, così come è stata pubblicata all'interno del Vocabolario della Lingua Italiana Zingarelli 2010.
Alla fine del riquadro di spiegazione ne sarà proposta anche la traduzione in inglese, ripresa dal lemmario Italiano-Inglese del Ragazzini 2010.

25/01/2012, 16:43
La protesta nella Capitale: poco dopo le 16 i manifestanti hanno lanciato diversi petardi e sedie di plastica verso l'ingresso della di Montecitorio innescando la carica della polizia. Cinque persone sono rimaste ferite. Il ministro dello sviluppo economico annuncia: "Misure già varate a favore del settore, decreto in tempi brevissimi".
Prima le bombe carta contro Montecitorio e le forze dell'ordine poi le cariche e gli scontri con 5 feriti. Sembrava una protesta tranquilla e ironica quella dei pescatori davanti a Montecitorio. Ma nel pomeriggio è deragliata in scontri che hanno portato al ferimento di cinque manifestanti. Dopo una raffica di bombe carta lanciate verso il palazzo della Camera e verso le forze dell'ordine i pescatori sono stati caricati. «Vergogna e assassini», le urla all'indirizzo della polizia schierata a blindare la piazza e a contenere una protesta che era degenerata. Dei cinque feriti, due sono stati portati all'ospedale San Giovanni. Uno di loro ha una gamba fratturata. La polizia, visionando i filmati delle telecamere della piazza, identifica cinque manifestanti che ora rischiano di essere denunciati. «Siamo venuti qui ad elemosinare - ha gridato uno dei pescatori - e non a fare queste pagliacciate. Siamo lavoratori e padri di famiglia. Ora voi picchiateci pure ma da qui noi non ci muoviamo». Così dopo la rabbia dei tassisti e quella dei camionisti ora esplode quella dei pescatori. Le ragioni della protesta dei pescatori riguarda il caro gasolio e i vari adempimenti introdotti dal Regolamento comunitario sui controlli, a partire dalla licenza a punti entrata in vigore nel 2012, che comportano oneri per il settore in crisi da anni. E già nei giorni scorsi i pescatori avevano iniziato le agitazioni, dal Tirreno all'Adriatico, con le barche ferme in vari porti italiani. La protesta era iniziata davanti Montecitorio verso le 10. pacifica e con toni ironici. Arrivati di buonora a Roma i pescatori indossavano giubbotti salvagente e mostravano striscioni come «La tua manovra la fa Schettino», all'indirizzo di Monti, mentre all'Europa era dedicato un «La Comunità Europea ci sta affondando». Dietro striscioni e slogan storie di lavoratori preoccupati. «Ci stanno mettendo in mutande, così non si può andare avanti e questo è davvero un peccato - dice Nino Mancini, di Mola di Bari, 47 anni di cui più di trenta passati in mare - ogni giorno usciamo alle tre della mattina e rientriamo nel pomeriggio con la speranza di avere un buon ricavato perch‚ se non abbiamo un buon guadagno giornaliero, non riusciamo neanche ad entrare nei costi di spesa. Il carburante lo paghiamo 80 centesimi ma se entra l'Iva arriveremo a pagarlo un euro». Sono padri di famiglia «lottiamo per far studiare i nostri figli, se ci fanno pagare di più e ci impongono regole restrittive è la fine», dice piu di uno. Ritirandosi da Piazza Montecitorio verso Piazza Venezia la protesta in serata è stata scandita ancora da bombe carta. E Federcoopesca ha preso le distanze dai toni agitati della manifestazione: «Comprendiamo le rivendicazioni - dice il presidente Massimo Coccia - ma siamo dispiaciuti. Come associazione abbiamo scelta la strada del dialogo costruttivo con le istituzioni e trovare soluzioni compatibili».
I MOTIVI DELLA PROTESTA "La pesca nel nostro mare è diventata come il gratta e vinci: io vado a pescare e non so cosa prenderò ma la spesa è sempre la stessa". Nicola Tedeschi, pescatore di Trani, spiega così i motivi della protesta che lo ha portato insieme a diverse centinaia di colleghi da tutta Italia davanti alla Camera. Lo spiega al vicepresidente dei deputati Idv Fabio Evangelisti, l'unico parlamentare a incontrare a Piazza Monte Citorio i manifestanti dopo le tensioni con la polizia che hanno provocato tre feriti tra i pescatori. Altri due deputati - Marcello De Angelis (Pdl) ed Emanuele Fiano (Pd) - si erano affacciati poco prima ma erano rimasti a guardare da lontano. Nicola mostra al dipietrista una fattura di 9.900 euro di gasolio che non riesce a pagare: "In Francia, i nostri colleghi hanno ottenuto un accordo per pagare il gasolio 40 centesimi per dieci anni...e da noi? Ci hanno messo a terra". Antonio Sardone, di Livorno, spiega che "uscire in mare mi costa 200-300 euro al giorno...ma come faccio?". E se "dopo 40 anni di pesca volessi vendere il mio peschereccio? Chi lo compra con questa situazione?". Come semplifica un suo collega napoletano: "Chi si viene a comprare i guai miei?". Alcuni rappresentanti dei pescatori sono stati ricevuti dal presidente della commissione Agricoltura di Montecitorio, Paolo Russo, e questa mattina da una delegazione del gruppo Udc, guidata dal segretario Lorenzo Cesa. Nel mezzo ci sono state tensioni con le forze dell'ordine che hanno reagito al lancio di petardi con una carica in cui sono rimaste ferita almeno tre persone. Uno di loro - Roberto Penso - con la testa sanguinante, si sfoga davanti ai giornalisti: "Questi bastardi ci hanno caricato...".
25/01/2012