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25/01/2012, 16:08

L'ad Costa al Senato: inchino non autorizzato

Foschi interviene in commissione Lavori pubblici: "Contro di noi accuse ignobili". Proseguono le ricerche: Gabrielli: un miracolo trovare qualcuno vivo.

Il relitto della Costa Concordia arenato all'isola del Giglio "E' ovvio che per il tempo trascorso trovare dispersi in vita sarebbe un miracolo". Lo ha detto il commissario delegato all'emergenza all'Isola del Giglio, Franco Gabrielli, durante il briefing quotidiano. "Noi continueremo a ispezionare tutte le parti ispezionabili". Terminato il lavoro dei palombari della Marina, i sommozzatori dei vigili del fuoco e della guardia costiera hanno continuato le ricerche dei dispersi all'interno di Costa Concordia. Ricerche che proseguono in modo selettivo attraverso i varchi aperti sui ponti 3 e 4.
 

VICINI A IDENTIFICARE TUTTI I CORPI Per quanto riguarda i corpi recuperati fin qui "siamo vicini all'identificazione delle ultime 6 vittime recuperate" sulla Costa Concordia, ha detto Gabrielli. "Nel momento in cui ci comunicheranno ufficialmente i nomi andremo a sottrarre dal numero dei dispersi", ha continuato il commissario, che ha chiarito che "non c'è incompatibilità tra azioni di esplosione e attività della società olandese" per la rimozione del carburante dalla Costa Concordia. "Per noi il traguardo per il pompaggio è sabato, se poi iniziano venerdì pomeriggio ancora meglio - ha aggiunto - Sulla rimozione della nave siamo fermi all'ingiunzione fatta alla Costa di rimuovere il relitto. Ovviamente ci sono delle tempistiche da rispettare anche in riferimento alle priorità, che sono la ricerca dei dispersi e la rimozione dell'elemento inquinante appena saranno soddisfatte ci applicheremo all rimozione della nave".
 

AD COSTA: INCHINO NON AUTORIZZATO Il cosiddetto "inchino" della Costa Concordia "non era stato autorizzato" dalla compagnia, e il comandante Schettino "decise autonomamente" il passaggio ravvicinato di fronte alle coste dell'Isola del Giglio. Lo dice l'ad di Costa Crociere, Pierluigi Foschi parlando in commissione Lavori pubblici del Senato. Foschi ha aggiunto che "avvicinarsi a terra non è una pratica vietata dalle leggi, è una pratica non rischiosa se si seguono i protocolli. Ma di certo - ha aggiunto - non si fa navigando alla velocità di 16 nodi in quelle condizioni".


SCATOLA FUNZIONANTE La scatola nera a bordo della Costa Concordia "non era rotta, come hanno scritto alcuni giornali, ma c'era un piccolo inconveniente segnalato il 10 gennaio sera e che l'11 mattina è stato riferito alla casa produttrice", ha detto l'amministratore delegato. Foschi ha poi spiegato che il problema alla scatola nera "non ha però inficiato la registrazione dei dati" e ha ricordato che "l'azienda non ha avuto accesso alle informazioni nella scatola nera, che ora è nelle mani dei magistrati".


"NESSUN CLANDESTINO A BORDO" "E' impensabile" che sulla Costa concordia , naufragata la sera del 13 gennaio di fronte alle coste dell'Isola del Giglio, ci fossero dei clandestini. Lo dice l'ad di Costa crociere, Pierluigi Foschi. "E' impensabile - ha detto Foschi - che Costa possa ammettere dei clandestini a bordo". Quanto alle denunce di lavoro nero sulle navi della compagnia, Foschi ha definito "ignobili queste accuse".  Costa, ha aggiunto, "è l'unica azienda al mondo che ha chiesto una certificazione di responsabilità sociale fin dal 2003".

 

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25/01/2012