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23/01/2012, 05:30
Schettino si difende. Trovato il 13esimo corpo.
Tutte le «verità» di Schettino, tutto il distacco della Costa dalla sue dichiarazioni. Si condensa in queste due posizioni lo stato d'animo che regna nella pancia della nave semi-sommersa, con tanti piccoli segreti destinati a essere svelati o - se volete - a venire a galla. Così, dagli interrogatori del comandante escono fuori schegge di interpretazioni, indizi da verificare nel puzzle della follìa estemporanea. E allora, nei momenti successivi all'impatto il comandante Francesco Schettino sarebbe tornato anche nella sua cabina. Lo ha raccontato lui stesso martedì al gip: «Sono andato in cabina mia, volevo prendere qualche registro. Era buio, si erano aperti i tiretti, gli sportelli dei miei documenti, che sono tutti custoditi. Sono praticamente scivolato, meno male che non mi sono rotto la testa sulla scrivania. Praticamente la nave stava così, i libri e i quaderni sono volati per terra, il pavimento è diventato scivoloso, sono dovuto andare carponi fino all'uscita». A riprova del fatto che sulla lancia è scivolato e non si è imbarcato volontariamente per scampare al naufragio della Costa Concordia, il comandante Francesco Schettino ha ricordato di essersi trovato, scivolando dal bordo della nave già inclinata, sul tettino della stessa lancia che lo ha portato in salvo sugli scogli. E c'è un ulteriore mistero che riguarda una fascinosa signora bionda e il personal computer del capitano. A ricostruire la vicenda è il titolare dell'Hotel Bahamas Paolo Fanciulli che sabato 14 gennaio alle 11 del mattino ha visto arrivare in albergo Schettino con un sacchetto di plastica rossa. Il comandante ha chiesto di potersi cambiare i calzini e mentre si recava in bagno ha chiesto: «Può tenermi d'occhio il pc?». Quando è uscito dal bagno ha trovato una troupe di Tgcom alla quale ha rilasciato un'intervista: a quel punto una donna bionda «elegante, con un piumino tre quarti e un accento del Nord «che ha detto di essere un avvocato», ricorda Fanciulli, ha preso sottobraccio il pc e con Schettino si è allontanata. Dopo poche ore il comandante è stato sottoposto a fermo di pg. Intanto è stato trovato il corpo di una donna sul Ponte 4, a poppa della nave Concordia: resta ancora da identificare. Gli investigatori stanno vagliando l'autenticità dell'affermazione di scomparsa di una donna proveniente dall'Ungheria. Di sicuro, il bilancio attuale del naufragio parla di 13 morti e di 24 persone ufficialmente disperse che risultano dagli elenchi di bordo di quella crociera. Delle vittime recuperate, 8 sono state identificate. Poi, in una giornata interlocutoria, ancora spezzoni di interrogatorio di Schettino in merito a Domnica Cemortan: «È una nostra amica comune che stava a bordo, era sbarcata dalla nave... - dice Schettino - però stava fuori dalla porta, cioè nonv stava sulla plancia». Insomma, versioni da verificare. Di sicuro in Costa nessuno vuole più sentire la parola «Schettino». È questa, nella realtà, la risposta che Costa Crociere riserva a quanto dichiarato alla Procura di Grosseto dal comandante della Concordia. Il quale ha fatto mettere agli atti queste sue verità: Costa Crociere sapeva benissimo della pratica dell'«inchino». Non solo, la appoggiava, in quanto era «una forma di pubblicità». Costa Crociere non ha voluto replicare. Gelo assoluto. L'unico commento ufficiale è venuto dal presidente e ad, Pierluigi Foschi, che dal Giglio si è limitato a questa nota: «Essendoci un'indagine della magistratura in corso non possiamo rilasciare informazioni. Continueremo a collaborare con la magistratura». Poi ha lasciato l'isola su un'imbarcazione privata senza rilasciare ulteriori dichiarazioni. Sulle operazioni di prelievo del carburante da parte della società Smit-Neri tutto è rinvoato a oggi. Intanto il Giglio è diventato meta di nutriti «tragedy tour». In mezzo a decine e decine di persone, alcune delle quali organizzano picnic sulla scogliera di fronte alla nave piegata, si mescolano tecnici, soccorritori, vigili del fuoco.
Marino Collacciani
23/01/2012