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19/01/2012, 05:30
Pescara, nel mirino la costruzione del comando della Finanza. Ai domiciliari dirigente del Provveditorato interregionale alle opere pubbliche.
La mazzetta, in questa ennesima storia di concussione scoperchiata in Abruzzo, stavolta era prevista direttamente nel capitolato d'appalto. Sotto forma di automobile: una Lancia Delta con il pieno sempre assicurato, che ha finito però con l'inguaiare il numero uno del Provveditorato alle Opere Pubbliche dell'Abruzzo, ingegner Giancarlo Santariga. Gli uomini della Guardia di Finanza lo hanno posto ieri agli arresti domiciliari per un presunto scandalo legato proprio alla loro nuova caserma, in costruzione sulla riviera sud di Pescara: un imponente complesso che è sorto a ridosso della spiaggia e ha cancellato completamente la vista del mare. Ma l'aspetto urbanistico, che pure tante polemiche ha suscitato in città, con l'inchiesta della Procura della Repubblica dell'Aquila non c'entra affatto. L'ingegner Santariga, 65 anni, originario di Tagliacozzo ma residente a Marino, dirigente del Provveditorato alle Opere Pubbliche per il Lazio, la Sardegna e l'Abruzzo, provveditore aggiunto della sede dell'Aquila, è accusato di aver costretto il responsabile della società Prismo Universal Italiana di Roma, Agostino Bertoni, a fornirgli un'auto e a coprire i costi per il consumo di carburante. Grazie a questo «benefit», secondo l'accusa, l'imprenditore avrebbe potuto beneficiare di assistenza e favori, in caso di difficoltà nella realizzazione di una serie di opere. L'anomala imposizione è stata messa nero su bianco nel contratto di appalto stipulato tra il Provveditorato e la Prismo per i lavori di costruzione della sede del comando regionale della Guardia di Finanza, lavori che la società di Roma si era aggiudicata con un ribasso notevole, del 36,36%. La Procura dell'Aquila accusa il dirigente del Provveditorato di aver costretto Agostino Bertoni a fornirgli l'auto, comprensiva dei costi del carburante, per due anni, finché il contratto non è stato rescisso per i ritardi accumulati dall'impresa, finita in precarie condizioni economiche. La disponibilità della vettura, prevista in una clausola del contratto, era stata giustificata con la carenza di mezzi a disposizione dei tecnici del Provveditorato preposti alle direzione dei lavori. In realtà gli inquirenti hanno accertato che la Lancia Delta non è mai stata utilizzata dai tecnici per spostarsi da un cantiere all'altro, ma è stata usata esclusivamente da Santariga per i suoi viaggi da Roma all'Aquila. L'inchiesta promette ora nuovi, clamorosi sviluppi. Dalle intercettazioni infatti emergerebbe l'esistenza, per alcune imprese, di corsie preferenziali per ottenere le concessioni dal Provveditorato. Quello stesso Provveditorato che ha gestito e gestisce decine e decine di milioni di euro per la ricostruzione pubblica nell'Abruzzo distrutto dal terremoto. L'arresto per concussione del numero uno della struttura potrebbe dunque avere riflessi sulle opere del dopo sisma. Gli inquirenti stanno vagliando il materiale raccolto attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali alla ricerca di elementi sugli appalti milionari.
Paolo De Angelis
19/01/2012