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Alla fine del riquadro di spiegazione ne sarà proposta anche la traduzione in inglese, ripresa dal lemmario Italiano-Inglese del Ragazzini 2010.

19/01/2012, 05:30
Roma, tragedia sul Gra. Camion uccide cinque ventenni in auto. Il conducente indagato per omicidio. Non ricorda. Negativo ai test su alcol e droga.
Cinque amici uniti nella vita e anche nella morte, e due poliziotti vivi per miracolo. Una carneficina in corsia di emergenza sul Grande raccondo anulare di Roma. Cinque giovani poco più che ventenni, residenti nelle zone romane di Tor Bella Monaca, Centocelle, Torrenova e Torre Spaccata, l'altra notte sono stati travolti sul Gra da un camion impazzito, all'altezza del chilometro 51, all'uscita Laurentina-Ardeatina. L'automezzo ha trascinato per diversi metri la Citroen C1, disintegrata sotto il parafango anteriore del Tir, sulla quale si trovava la comitiva che alle 2,15 circa rientrava da una cena e una serata trascorsa al bowling. Ci sono volute circa quattro per liberare i corpi dall'ammasso di lamiere. I loro nomi: Mattia Campaniello, 21 anni, Mario Ferruzzi, Emilia Di Genova, Arianna Gatti, tutti di 22 anni, e Matteo Giovannetti, di 23. Quest'ulrimo e Arianna erano fidanzati. Mario ed Emilia volevano sposarsi: pare che già avessero comprato casa a Ponte di Nona. Tutti lavoravano al McDonald's di Tor Bella Monaca (ieri chiuso per lutto), tranne Emilia, commessa in un negozio di biancheria in Centro. Nell'impatto, il bestione ha rischiato di uccidere anche i due agenti della polizia stradale che si erano fermati per prestare soccorso alla piccola utilitaria che aveva rallentato la marcia e sembrava in panne sulla corsia di emergenza. Una poliziotta, Rosita Donati, è ricoverata all'ospedale Sant'Eugenio: ha subito la rottura del setto nasale. Il collega Vincenzo Troccoli se l'è cavata con la frattura di una mano. L'accusa per il camionista Felice Noviello, 31 anni, è omicidio colposo plurimo e lesioni gravi per i due agenti feriti. I test antialcol e antidroga hanno dato esito negativo. Gli inquirenti ritengono che l'incidente sia avvenuto per un improvviso colpo di sonno o una distrazione. Prima del punto dell'impatto, sull'asfalto ci sarebbero i segni di una lunga disperata frenata. Magistratura e inquirenti vogliono accertare se il conducente del mezzo, che trasportava merci deperibili, fosse sottoposto a un logorio proprio per la tipologia dei trasporti effettuati. Noviello è stato denunciato a piede libero. Ieri sera è rientrato nel suo paese molisano, Macchiagodena, in provincia di Isernia. È in stato di choc. Il sindaco Angelpo Iapaolo lo descrive come «un bravissimo ragazzo, di quelli che non hanno grilli per la testa». Da alcuni anni Noviello lavorava in un caseificio della zona con la specifica mansione di consegnare i prodotti nei negozi al dettaglio o nei centri commerciali di fuori regione. «Cercava di farsi il suo avvenire con il lavoro che aveva trovato - ha detto ancora Iapaolo - purtroppo ora è precipitato, una tragedia. Cinque vite spezzate e la sua distrutta». Ad attendere Felice c'erano i suoi familiari. Solo il padre, un ex dipedente Anas, ha trovato la forza di scambiare qualche parola con il sindaco. «Il figlio - ha riferito Iapaolo - non ricorda nulla e sta soffrendo. Quello che è accaduto lascia un segno profondo».
Fabio Di Chio
19/01/2012