In questa pagina è attivo il servizio ZanTip:
Facendo doppio click su una qualsiasi parola presente nell'articolo, sarà visualizzata la definizione della parola, così come è stata pubblicata all'interno del Vocabolario della Lingua Italiana Zingarelli 2010.
Alla fine del riquadro di spiegazione ne sarà proposta anche la traduzione in inglese, ripresa dal lemmario Italiano-Inglese del Ragazzini 2010.

17/01/2012, 16:45
Trovati altri cinque cadaveri nella parte sommersa della Costa Concordia. Sono di quattro uomini e una donna. Il numero dei morti sale a 11. Non convalidato il fermo di Schettino che va ai domiciliari. Lotta contro il tempo per i 23 dispersi. Uno dei 14 tedeschi che mancano all'appello rintracciato in Germania.
Si lotta contro il tempo sul relitto della Costa Concordia alla ricerca dei dispersi. Gli uomini della Marina Militare hanno utilizzato microcariche esplosive per aprire varchi sulla chiglia, per accedere meglio alle parti sommerse. Il gip del tribunale di Grosseto, intanto, non ha convalidato il fermo per Francesco Schettino, il comandante della Costa Concordia indagato per il disastro e interrogato oggi. Il giudice ha disposto per il comandante gli arresti domiciliari a Meta di Sorrento.
TROVATI ALTRI 5 CADAVERI I sommozzatori della Guardia Costiera hanno rivenuto altri cinque cadaveri nella nave Concordia. Si trovano nella parte di poppa sommersa della Concordia. Sale così a 11 il numero delle vittime accertate. I cinque corpi, quattro uomini e una donna, sono stati trovati nei pressi di uno dei punti di raccolta a poppa, in uno dei punti cioè dove i passeggeri erano stati concentrati durante la fase di evacuazione. Avevano tutti il giubbotto di salvataggio. Le cinque vittime ritrovate questo pomeriggio dovrebbero avere tra i 50 e i 60 anni. Sono probabilmente dei passeggeri. "Fra i 5 non ci sono Willi e la Daya". Questo il messaggio postato su Facebook da Sabrina Ottaviani, cugina di Williams Arlotti, il 37 riminese scomparso insieme alla figlioletta di 5 anni Dayana, nel naufragio della Costa Concordia dove oggi sono stati individuati altri 5 cadaveri. "Possiamo continuare a sperare e pregare", aggiunge la familiare dei dispersi che è in costante contatto con la Protezione civile di Grosseto, ma che per il momento non specifica quale sia la fonte di questa notizia. uno dei 14 tedeschi che mancavano all'appello sarebbe stato rintracciato in Germania, i dispersi al momento sarebbero 23.
L'INTERVENTO DELLA MARINA Come un calcione alle pareti. Dodici palombari della Marina militare, giunti sabato sull'isola del Giglio, hanno aperto questa mattina i varchi ai soccorritori, impegnati senza sosta sulla nave alla ricerca dei dispersi. Gli uomini del gruppo operativo subacqueo della Marina, specializzati in missioni delicate, hanno operato in due team da sei persone. Grazie a cinque microcariche esplosive, hanno creato altrettante nuove vie di ingresso per accedere all'interno della nave naufragata. "L'obiettivo - spiega uno dei palombari impegnato nell'azione - era aprire dei varchi per i soccorritori. Lo abbiamo fatto attraverso cariche microesplosive controllate, in modo da non variare l'assetto della nave", incrinata su un fianco. Dopo l'azione dei palombari della Marina, infatti, i sommozzatori della stessa forza armata, della Guardia Costiera e dei Vigili del Fuoco hanno potuto iniziare a esplorare le parti della "Concordia" che non erano state ancora ispezionate. Poi, racconta ancora il palombaro, "nel varco che avevamo aperto a poppa, i soccorritori hanno ritrovato 5 corpi. Non ci fermiamo - assicura - la speranza, che ognuno di noi continua ad avere, è quella di trovare persone ancora in vita". Sul luogo del disastro, si susseguono briefing operativi per mettere a punto obiettivi e strategie. Resta da valutare in queste ore se sarà necessario aprire altre vie d'ingresso alla nave, nella giornata di domani. Alla ricerca dei dispersi che ancora mancano all'appello.
IL COMANDANTE RISCHIA FINO A 15 ANNI Francesco Schettino, il comandante della Costa Concordia naufragata all'Isola del Giglio, "rischia fino a 15 anni di carcere", e "al momento le accuse sono omicidio colposo plurimo, naufragio e abbandono di nave". A dichiararlo il procuratore capo di Grosseto Francesco Verusio, titolare delle indagini. Secondo il pm "15-20 dispersi forse è un numero abbastanza piccolo". Il caos sul numero dei dispersi, ha spiegato il pm, è dato dal fatto che "le operazioni di salvataggio sono state confuse e concitate. Contare oltre 4000 persone tra passeggeri ed equipaggio una ad una non è facile. E ci possono essere persone che sbarcate hanno raggiunto le famiglie, altre possono essere state raggiunte dai familiari e non essere state censite".
"NON HO ABBANDONATO LA NAVE" Il comandante Francesco Schettino interrogato dal Gip di Grosseto ha risposto di "non aver abbandonato la nave" Concordia dopo il naufragio. Lo ha detto l'avvocato del comandante Bruno Leporatti all'uscita dal palazzo di Giustizia di Grosseto. Il comandante della Costa Concordia Francesco Schettino è stato riaccompagnato nel carcere di Grosseto. Il gip non ha convalidato il fermo per Francesco Schettino e ha disposto per il comandante gli arresti domiciliari a Meta di Sorrento. "Non ce lo aspettavamo, il giudice ha dimostrato molta attenzione e rispetto per la legge. Il carcere, ricordo, è l'extrema ratio", ha detto Bruno Leporatti, avvocato del comandante. Molto probabilmente, ha aggiunto, il comandante verrà scarcerato domani mattina. "Di telefonate non ne ha parlato - ha proseguito Leporatti - e a quanto ne so io non c'è stato nessun ammutinamento. Non ho letto ancora il provvedimento - ha concluso il legale confermando anche che oggi sono stati disposti ed eseguiti dei test tossicologici su Schettino, con prelievi di capelli e di urine - penso si tratti di mancanza di esigenza cautelare, non si può mandare una persona in carcere solo sulla pressione della pubblica opinione".
Schettino prima di salire su un mezzo della polizia penitenziaria ha avuto un breve colloquio con la moglie, il fratello Salvatore e un cugino.
LE TELEFONATE NON LA CAPITANERIA Una telefonata tra lo stesso Schettino e il capitano Gregorio De Falco della Capitaneria di Livorno sembra oggi chiarire alcuni momenti della tragedia: De Falco avverte Schettino che "ci sono persone intrappolate a bordo" e gli impartisce ordini ben precisi: "lei ora va con una scialuppa sotto la prua della nave lato dritto. C'è gente che scende dalla biscaggina, lei la percorre in senso inverso, sale e mi dice quante persone ci sono e che cosa hanno a bordo". Schettino è incerto, sembra prendere tempo. "Comanda, per cortesia", prova a dire, ma De Falco lo interrompe bruscamente: "No per cortesia, lei ora va subito a bordo. Mi assicuri che è a bordo. Vada a bordo e coordini i soccorsi da bordo". "Ma si rende conto che è buio e che qua non si vede niente?", risponde Schettino a De Falco, che perde le staffe e urla: "E che vuole fare? Tornare a casa perché è buio? Salga sulla prua della nave e mi dica cosa si puo' fare, quante persone ci sono e cosa si può fare. Lo faccia ora!". Il comandante della Costa Concordia rischia una condanna a 15 anni di reclusione. Schettino è finito in carcere per omicidio colposo plurimo, naufragio e abbandono della nave. I palombari della Marina Militare hanno aperto i varchi dello scafo della Concordia utilizzando esplosivi. Da stamane sono stati allontanati tutti i soccorritori, a distanza di 150 metri nessuno può avvicinarsi alla nave. Al Giglio oggi si è recato il sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti, Guido Improta, il quale ha ribadito che "il comportamento irresponsabile e folle di un singolo è diverso dalla responsabilità nautica", ma ha detto "stop alle prassi comuni dei saluti sottocosta". Il Gip Valeria Montesarchio "si è riservata la decisione sulla convalida dell'arresto del comandante della Costa Concordia Francesco Schettino. Lo ha detto il procuratore capo Francesco Verusio nel corso della breve conferenza stampa svoltasi al termine dell'interrogatorio di garanzia.
17/01/2012