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17/01/2012, 12:33
I corpi rinvenuti dai sommozzatori nella parte sommersa appartengono a quattro uomini e una donna. I morti salgono a 11. Varchi con l'esplosivo per trovare i 24 dispersi. Il comandante sotto interrogatorio. I pm: rischia fino a 15 anni. L'evacuazione prima dell'ordine di abbandonare la nave.
Si lotta contro il tempo sul relitto della Costa Concordia alla ricerca dei dispersi. Gli uomini della Marina Militare hanno utilizzato microcariche esplosive per aprire varchi sulla chiglia, per accedere meglio alle parti sommerse. E' in corso l'interrogatorio dal Gip del comandante della nave Francesco Schettino per la convalida del fermo. "Al momento le accuse - spiega il procuratore della Repubblica di Grosseto, Francesco Verusio - sono di omicidio colposo plurimo, naufragio e abbandono di nave".
Esplosione per aprire varchi nel relitto Esplosione di una serie di microcariche piazzate dagli incursori della Marina sul relitto della Costa Concordia incagliato all'Isola del Giglio. L'area è stata messa in sicurezza e le microcariche sono state fatte brillare: servono ad aprire dei varchi per i sommozzatori che dovranno ispezionare parti della nave finora mai raggiunte dai soccorritori.
All'appello mancano 29 dispersi Su 29 persone che risultano attualmente disperse dal naufragio del Gigli 4 sono membri dell'equipaggio. Lo comunica il prefetto di Grosseto, Giuseppe Linardi. In particolare dei 6 italiani dispersi uno è membro dell'equipaggio. All'appello mancano inoltre 1 membro dell'equipaggio ungherese, 1 indiano e 1 peruviano. Mentre tra i passeggeri mancano all'appello ancora 14 tedeschi, 4 francesi e 2 americani. Nella lista dei 29 non rintracciati è compresa anche la sesta vittima recuperata nella giornata di ieri della quale sono ancora in corso le procedure per l'identificazione.
Trovati altri 5 cadaveri altri cinque cadaveri sono stati individuati dai sommozzatori della Guardia Costiera a poppa della Costa Concordia, nella parte della nave ormai sommersa dall'acqua. Stanno iniziando le operazioni di recupero dei corpi congiuntamente con i vigili del fuoco. Sale così a 11 il bilancio delle vittime accertate del naufragio di venerdì notte. I corpi appartengono a quattro uomini e una donna di età compresa fra i 50 e i 60 anni.
Il comandante rischia fino a 15 anni Francesco Schettino, il comandante della Costa Concordia naufragata all'Isola del Giglio, "rischia fino a 15 anni di carcere", e "al momento le accuse sono omicidio colposo plurimo, naufragio e abbandono di nave". A dichiararlo il procuratore capo di Grosseto Francesco Verusio, titolare delle indagini. Secondo il pm "15-20 dispersi forse è un numero abbastanza piccolo". Il caos sul numero dei dispersi, ha spiegato il pm, è dato dal fatto che "le operazioni di salvataggio sono state confuse e concitate. Contare oltre 4000 persone tra passeggeri ed equipaggio una ad una non è facile. E ci possono essere persone che sbarcate hanno raggiunto le famiglie, altre possono essere state raggiunte dai familiari e non essere state censite".
Schettino sotto interrogatorio Udienza dal Gip che deciderà sulla convalida d'arresto del comandante che, da quando trapela, sta rispondendo alle domande. Una telefonata tra lo stesso Schettino e il capitano Gregorio De Falco della Capitaneria di Livorno sembra oggi chiarire alcuni momenti della tragedia: De Falco avverte Schettino che "ci sono persone intrappolate a bordo" e gli impartisce ordini ben precisi: "lei ora va con una scialuppa sotto la prua della nave lato dritto. C'è gente che scende dalla biscaggina, lei la percorre in senso inverso, sale e mi dice quante persone ci sono e che cosa hanno a bordo". Schettino è incerto, sembra prendere tempo. "Comanda', per cortesia", prova a dire, ma De Falco lo interrompe bruscamente: "No per cortesia, lei ora va subito a bordo. Mi assicuri che è a bordo. Vada a bordo e coordini i soccorsi da bordo". "Ma si rende conto che è buio e che qua non si vede niente?", risponde Schettino a De Falco, che perde le staffe e urla: "E che vuole fare? Tornare a casa perché è buio? Salga sulla prua della nave e mi dica cosa si puo' fare, quante persone ci sono e cosa si può fare. Lo faccia ora!". Il comandante della Costa Concordia rischia una condanna a 15 anni di reclusione. Schettino è finito in carcere per omicidio colposo plurimo, naufragio e abbandono della nave. I palombari della Marina Militare hanno aperto i varchi dello scafo della Concordia utilizzando esplosivi. Da stamane sono stati allontanati tutti i soccorritori, a distanza di 150 metri nessuno può avvicinarsi alla nave. Al Giglio oggi si è recato il sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti, Guido Improta, il quale ha ribadito che "il comportamento irresponsabile e folle di un singolo è diverso dalla responsabilità nautica", ma ha detto "stop alle prassi comuni dei saluti sottocosta". Il Gip Valeria Montesarchio "si è riservata la decisione sulla convalida dell'arresto del comandante della Costa Concordia Francesco Schettino. Lo ha detto il procuratore capo Francesco Verusio nel corso della breve conferenza stampa svoltasi al termine dell'interrogatorio di garanzia.
17/01/2012