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    Alla fine del riquadro di spiegazione ne sarà proposta anche la traduzione in inglese, ripresa dal lemmario Italiano-Inglese del Ragazzini 2010.

30/09/2011, 05:30

"L'hanno crocifissa sulla pubblica piazza"

La difesa di Amanda: i legali parlano di "trappolone mediatico". Tutta la famiglia della ragazza di Seattle nel tribunale di Perugia. Lunedì la sentenza.

Amanda Knox durante il processo per l'omicidio di Meredith Kercher Ha abbracciato il suo difensore Luciano Ghirga al termine della sua arringa nel processo d'appello per l'omicidio di Meredith Kercher: «Grazie», ha detto Amanda Knox al suo legale. Che ha aggiunto: «La ragazza ha perso il coraggio e solo la sentenza può ridarglielo». Lo stesso avvocato ha ammesso di essersi commosso e che Amanda, al termine dell'arringa, lo ha abbracciato e ringraziato. Secondo l'altro legale, Carlo Dalla Vedova, quella di primo grado «è una sentenza profondamente errata, è necessaria una rettifica, noi siamo fiduciosi, abbiamo spiegato le nostre motivazioni, adesso con serenità aspettiamo la decisione, aspettiamo le repliche nei prossimi giorni, poi come previsto si dovrebbe entrare in camera di consiglio». Dalla Vedova ha denunciato che «Amanda è stata crocifissa, per mesi oggetto di una campagna mediatica che ha stravolto la sua vita, è stata descritta sotto delle false rappresentazioni. Credo che adesso - ha aggiunto -, dopo quattro anni, la verità sia venuta fuori: Amanda è ben diversa da quella che era stata inizialmente prefigurata». I legali si sono, comunque, detti «fiduciosi» in un esito positivo del processo e hanno rincarato la dose: «Amanda è stata massacrata per ciò che riguarda i dati più sensibili della privacy, dalla salute al sesso», ha detto Ghirga nel corso della sua lunga arringa davanti alla Corte d'Assise di Appello di Perugia. «Il processo ad Amanda - ha detto - è cominciato il 7 novembre 2007, giorno prima dell'udienza di convalida, quando il più importante quotidiano italiano ha pubblicato il verbale del provvedimento». Dalla «conoscenza degli atti», ma anche nel corso degli «oltre 200 colloqui in carcere» avuti con la studentessa americana «essendo il suo avvocato perugino», Ghirga ha sostenuto di aver raggiunto la convinzione «nell'innocenza di Amanda Knox» e nella correttezza di «attenersi alla regola processuale» a proposito del riserbo. Il legale ha rimarcato come la difesa non si sia mai esposta mediaticamente, a parte le «brevi interviste» uscendo dalle udienze. Perciò, ha concluso, «non accettiamo lezioni di strumentalizzazione», né di «aver ceduto al trappolone mediatico». Oggi sono in programma le repliche delle parti. Per lunedì saranno lasciati gli ultimi difensori dei due imputati. Poi la camera di consiglio e, quindi, la sentenza. Nel giorno riservato alla sua difesa nel processo d'appello per l'omicidio di Meredith Kercher, intorno ad Amanda Knox si è stretta tutta la sua famiglia. Ma anche un, piccolo, pezzo di Seattle, la sua città. Amici, parenti e giornalisti giunti dagli Usa. Con lei attenderanno la sentenza. Pronti a fare «qualsiasi cosa Amanda desideri» se sarà assolta e liberata. La Knox si è presentata in aula con una maglietta di seta color grigio perla a maniche corte. I capelli sciolti sulle spalle, lo sguardo sempre teso. Seduta tra gli avvocati Luciano Ghirga e Carlo Dalla Vedova ha ascoltato le loro parole. Le mani quasi sempre giunte, con le braccia a tratti sulla scrivania davanti a sé. Di tanto in tanto ha girato la testa verso i suoi legali. Con Amanda la madre Edda Mellas e il padre Curt Knox insieme ai loro attuali compagni. Ma anche la zia, le sorelle e gli altri parenti. «Amanda ci ha detto - ha spiegato Curt Knox - di non essere mai stata terrorizzata come adesso. Abbiamo però speranza perché sappiamo che Amanda è innocente».

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Marino Collacciani

30/09/2011

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