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28/09/2011, 21:54

Arabia Saudita: re annulla le frustate alle donne al volante

Alcune di loro erano state multate, altre arrestate. Solo tre giorni la storica concessione dei diritti politici. Rivoluzione impossibile fino 2015.

Svolta storica in Arabia Saudita: le donne avranno il diritto di voto Nuovo gesto di apertura del re saudita verso le donne dopo la storica concessione dei diritti politici di tre giorni fa. Re Abdullah ha annullato la condanna a dieci frustate inflitta a Sheima, una donna che aveva sfidato il divieto di guidare l'auto. A dare l'annuncio, con un linguaggio fuori dell'ufficialità, è stata questa sera una donna della famiglia reale, la principessa Amira Tawil, che ha twittato: "Grazie al cielo la flagellazione di Sheima è stata annullata. Grazie al nostro re beneamato. Sono sicura che tutte le donne saudite saranno felici. Di sicuro è così che mi sento".


LA CONFERMA Una fonte informata a Riad ha poi confermato l'annullamento della condanna che era stata duramente criticata anche da Amnesty International secondo cui "se le donne saudite vanno ancora incontro alle frustate per aver cercato di esercitare il loro diritto alla libertà di movimento, questo significa che le tanto reclamizzate riforme valgono veramente poco". Evidentemente la contraddizione non è sfuggita alla casa reale saudita, come dimostra la decisione odierna. Il divieto per le donne di guidare un'automobile è in vigore dal 1990 e si inserisce in una serie di dure limitazioni poste alla vita delle donne e ai loro diritti che fa di Riad uno dei paesi più rigidi con l'universo femminile: senza il permesso di un familiare maschio, non possono lavorare, viaggiare e neppure recarsi dal medico.


ANNUNCIO Anche l'annuncio del re che restituisce alle donne i diritti politici, dal voto alla possibilità di candidarsi, ha comunque tempi lunghi e modalità graduali. Rivoluzione impossibile per le prossime elezioni tra quattro giorni, tutto è rimandato alle municipali del 2015. La guida dell'auto è però diventata per le donne il simbolo delle loro rivendicazioni e da lì era partita in giugno la loro provocazione Women2drive che sfruttando i social network e twitter aveva dilagato. Le donne, munite di una bandiera saudita per manifestare la loro fedeltà alla patria, di una patente internazionale, coperte dal Niqab e preferibilmente con un uomo in macchina per scoraggiare aggressioni da parte degli ultraconservatori, si erano messe in auto per andare a portare i figli a scuola o per fare la spesa al supermercato. Il tutto documentato dai video subito postati sulla rete, in cui occhi allegri sbucavano dal velo e si riflettevano nello specchietto retrovisore. Alcune di loro erano state multate, altre arrestate tra cui le due più famose militanti per i diritti delle donne Najila Hariri e Manal al-Sharif, fino alla condanna a dieci frustate inflitta ieri da un tribunale di Gedda a Sheima. Però annullata questa

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28/09/2011

  • 29/09/2011 12:45
    Ma sicuro che non deve guidare. Con quel burqa che le impedisce la visuale puo creare incidenti :-))
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