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28/09/2011, 05:30
Delitto Meredith, nel difendere Sollecito l'avv. Bongiorno tende una mano alla Knox. "Estranei all'omicidio, sono solo una giovane coppia che si vuole bene".
Ultimi fuochi al processo d'appello per l'assassinio di Meredith Kercher. E il colpo di teatro è dietro l'angolo. Così la Bongiorno ne inventa una delle sue e, nel difendere Sollecito, utilizza la longa manu della letteratura decadente, col romanzo dell'austriaco Leopold van Sacher Masoch che ne è il più recente capostipite. In sintesi,secondo il legale dell'imputato pugliese, Amanda Knox è stata «trasfigurata» dall'accusa nella Venere in pelliccia, donna crudele che con la frusta fa fare all'uomo ciò che vuole; Raffaele Sollecito viene dipinto come il «gregario sbiadito», un «signor nessuno» arriva a definirlo con ironia il suo difensore Giulia Bongiorno per la quale questo «ritratto deformato» dei due giovani «calzava a pennello» al movente dell'omicidio di Meredith Kercher, individuato dai pm in un festino a luci rosse. Invece loro «sono estranei al delitto di via della Pergola, sono soltanto una giovane coppia che si vuole bene».
Difende Sollecito a tutto campo e ne chiede l'assoluzione, l'avvocato Bongiorno. Secondo lei «l'unico indizio» a suo carico, il Dna sul gancetto del reggiseno che Meredith portava quando venne uccisa, è stato «sgretolato» dalla perizia fatta svolgere dalla Corte d'assise d'appello di Perugia. Però, la sua è una difesa anche del personaggio Amanda Knox perché - spiega - «i pochi indizi su di lei sono traslati su Sollecito. C'è chi fidanzandosi trova una famiglia - aggiunge - mentre lui ha trovato un delitto. Questo è un processo amandocentrico, ma non c'è niente anche su di lei». Ecco così l'americana «trasformata» nella Venere in pelliccia (libro che la Bongiorno poi regalerà alla Knox), nella femme fatale, che «può sembrare una mangiatrice di uomini mentre al contrario è una donna fedele».
La Bongiorno la accosta alla Jessica Rabbit che dice «non sono così, mi disegnano così». Parla di Amanda considerata dall'accusa «l'americana giovanissima e disinibita, la colpevole perfetta» di un delitto maturato - per gli inquirenti - dopo un festino a luci rosse. «Un po' dietro di lei - prosegue - c'è sempre il fidanzato Sollecito ma nulla lo ricollega all'omicidio. Lui è una sorta di ingombro, il gregario sbiadito. Il personaggio di Proust che "non aveva mai alcun desiderio se non quelli della moglie"». Per la Bongiorno non è così e queste sono semplicemente «immagini distorte vissute per quattro anni». «Sono solo - aggiunge - due ragazzi che si vogliono bene, che si baciavano strofinandosi il naso come fanno gli eschimesi e non sono ossessionati dal sesso». Tra loro «c'è solo tenerezza», come testimonia quel braccialetto con scritto Amanda ancora portato da Raffaele. Non ci sono dubbi neanche per l'altro difensore, Luca Maori: «L''unico assassino di Meredith è Rudy Guede». Oggi il processo si ferma; domani parlerà la difesa Knox e venerdì sarà la volta delle repliche. Tra sabato e lunedì è attesa la sentenza.
Marino Collacciani
28/09/2011