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27/09/2011, 21:02

Crisi, Bagnasco: cambiare stili di vita
Letta media: Stato e Chiesa collaborino

L'intervento del presidente Cei all'incontro "La Chiesa, lo Stato, le Regioni e l'unità d'Italia". Monito per il rinnovameto etico del Paese.

Il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei Il monito lanciato ieri dal cardinal Bagnasco - che oggi ha fatto il bis, affermando che "l'unità del Paese di realizza attorno al retto vivere" - continua a far discutere la politica e interroga i cattolici, chiamati dallo stesso porporato a farsi soggetto di interlocuzione politica.


Un appello ribadito oggi dai vescovi riuniti nel Consiglio episcopale, che hanno espresso condivisione unanime alla prolusione e hanno indicato come un maggiore impegno dei cattolici in ambito politico si debba costruire attorno a quell'insieme di valori che "è l'etica della vita".


L'intervento del porporato ha mosso una marea di commenti. L'opposizione gongola e sostiene che Berlusconi ormai ha tutti contro, Chiesa compresa. Il centrodestra, con qualche segno di irritazione, non ci sta alla sovrapposizione sic et simpliciter col premier; ribadisce che l'appello di Bagnasco vale per tutti, non per uno solo; e in quel testo non legge un invito al passo indietro. Tra i tanti commenti, c'è n'è uno spia dello stato d'animo di alcuni cattolici, quello di Silvana Mura, Idv: il problema non è accertare a chi di riferisse Bagnasco, è che "i cattolici che militano nel Pdl sono a un bivio". Probabilmente, non solo quelli del Pdl. Qual è questo bivio? "Per i cattolici è l'ora di articolare una proposta politica", indica un editoriale del Sir, agenzia di stampa dei vescovi. Ovvero, "dopo 20 anni di alternanze centrodestra-centrosinistra, l'alternativa non è la sostituzione dell'attuale maggioranza di governo con l'attuale opposizione, ma la ristrutturazione del sistema". È quella che movimenti di ispirazione cattolica come Acli, Compagnia delle Opere, Mcl, Cisl, molto attivi in questa fase (un forum è in preparazioni a Todi il 17 ottobre), chiamano scomposizione, in vista di un nuovo scenario a cui vogliono contribuire con programmi e idee. Questo non vuol dire, tout court, fondare un nuovo partito. Una prospettiva, questa, su cui non scommette uno come monsignor Rino Fisichella che la politica italiana la conosce bene: "Nessun altro partito dei cattolici, come è stata la Dc, è all'orizzonte", taglia corto. Si vedrà. Del resto quella in atto è "una sorta di incubazione", spiega il fondatore di Sant'Egidio Andrea Riccardi, certo che i cattolici laici giocheranno un ruolo. Per farlo servono le idee (legge elettorale, riforme, fisco, lavoro alcuni dei temi ineludibili); serve un contenitore politico diverso da quelli attuali. E serve una compagine di uomini. "Non pensiamo a riagganciare chi intenda poi rientrare negli schieramenti esistenti, si chiamino anche Casini o Fioroni - afferma Carlo Costalli, presidente Mcl (Movimento cristiano lavoratori) -. Montezemolo? Ha bussato anche alle porte della Chiesa ma ha spesso trovato chiuso. Il tempo dei demiurghi è passato". E questo nodo sarà sciolto più in là. Quanto alla collocazione, "il riferimento può essere il Partito popolare europeo, alternativo alla sinistra senza sposare la destra". Ora il primo passo è che le associazioni più importanti "studino il Paese, capiscano come stare insieme, ma non per produrre volumi o un nuovo Codice di Camaldoli", osserva mons. Mario Toso, segretario del Pontificio consiglio Giustizia e pace, ricordando il documento programmatico che ispirò la politica economica della Dc. Negli anni divisioni non sono mancate e in quest'ambito le sfumature pesano. "Ora bisogna unire. Ma, voglio essere chiaro, sono i laici a mobilitarsi, non il Vaticano".
 

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27/09/2011

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