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    Alla fine del riquadro di spiegazione ne sarà proposta anche la traduzione in inglese, ripresa dal lemmario Italiano-Inglese del Ragazzini 2010.

19/09/2011, 18:20

Casa Scajola: l'ex ministro non andrà dai pm

Il parlamentare non risponderà ai magistrati della Procura di Roma sull'acquisto della casa di via del Fagutale. L'appuntamento era fissato per il 21 settembre.

Claudio Scajola Le indiscrezioni di fine agosto hanno trovato una definitiva conferma. Claudio Scajola non si presenterà ai magistrati della procura di Roma che gli avevano notificato un invito a comparire per violazione della legge sul finanziamento ai partiti in relazione alla compravendita e ai lavori di ristrutturazione dell'appartamento di via del Fagutale, a due passi dal Colosseo. L'appuntamento era fissato per il 21 settembre ma l'ex ministro dello Sviluppo Economico, attraverso i propri difensori, ha fatto sapere che non ci andrà. E ai magistrati interessati (il procuratore aggiunto Alberto Caperna e il pm Ilaria Calò) non verrà recapitata, salvo ripensamenti dell'ultima ora del parlamentare, neppure una memoria scritta. Gli inquirenti, che nei giorni scorsi hanno proceduto a una serie di audizioni, rimangono convinti che il deputato del Pdl abbia in buona parte acquistato l'abitazione e fatto eseguire alcuni lavori di ristrutturazione (tra il 2004 e il 2006) con i denari messi a disposizione dall'imprenditore Diego Anemone, per il tramite del suo stretto ex collaboratore, l'architetto Angelo Zampolini. E poiché anche Anemone, se venisse convocato, si avvarrebbe della facoltà di non rispondere, ai pm romani non resterebbe che convocare Zampolini (che ha Perugia ha patteggiato una condanna a undici mesi di reclusione per favoreggiamento), sia pure nella veste di testimone assistito. In ogni caso, l'inchiesta sembra essere ormai giunta alle ultime battute. Quanto a Scajola, l'avvocato Giorgio Perroni ha così spiegato la strategia difensiva: "Noi riteniamo che alcuni testi non abbiano detto la verità in questa vicenda. E il mio assistito, quale indagato, ha tutto il diritto di vedere gli atti per capire chi e perché lo chiama in causa e poi potrà valutare se rispondere ai pm. Su questa storia ci hanno messo le mani due procure per oltre due anni".

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19/09/2011

  • 20/09/2011 12:25
    Adesso basta! L'italiano non ne può più. Questa gente ha proprio rotto con l'arroganza, bisogna voltare pagina. A casa !
  • 20/09/2011 10:45
    La magistratura cominci a confiscare il patrimonio.
  • 20/09/2011 10:44
    Con i sistemi elettorali maggioritario e mattarellum o porcellum questa gente non permette di fare politica a chi ne ha voglia. La casta non da spazio agli altri che non fanno parte del giro!!! Serve il sistema proporzionale con la preferenza e sbarramento almeno al 5%
  • 19/09/2011 21:10
    Per certi personaggi della casta politica, l'onore, la dignità e la reputazione sono fastidiosi optional che un politico corrotto può non avere e quindi può non rispondere di come ha amministrato la cosa-pubblica a dei semplici sudditi in quanto "cosa loro" !!
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