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10/06/2011, 05:30
Assolti otto ragazzi coinvolti negli scontri del 14 dicembre Protesta il sindaco Alemanno. Il corteo devastò il centro storico di Roma.
Liberi tutti. Sono innocenti. I giudici della quarta sezione del Tribunale di Roma hanno assolto, «per non aver commesso il fatto», otto ragazzi coinvolti negli scontri del 14 dicembre scorso durante un corteo di studenti di sinistra contro il governo e il ministro Gelmini. I giovani erano accusati di resistenza e lesioni aggravate a pubblico ufficiale. Secondo le ricostruzioni nei verbali delle forze dell'ordine, gli otto avevano partecipato a un attacco violento, con lancio di sanpietrini e altri oggetti contundenti tra via del Corso, largo Goldoni e via Tomacelli. E di fronte alla reazione degli agenti avevano fatto resistenza, anche durante la fase di identificazione. Per questo il pubblico ministero, Giuseppe Corasaniti, ha chiesto alla Corte di infliggergli fino a un massimo di un anno e otto mesi di carcere. Ma per i difensori i ragazzi non c'entravano nulla con gli incidenti. Certo, i legali hanno ammesso che i loro clienti non si sono comportati da santi, quel giorno. Ma hanno comunque ritenuto ci fosse «un carico di accuse spropositate nei loro confronti». «Abbiamo prodotto un video - ha detto l'avvocato Francesco Romeo nella sua arringa in difesa di Riccardo Li Calzi, uno degli imputati - che immortala il mio assistito e si vede chiaramente che nessuna colluttazione è mai avvenuta. Anzi, era lui ad aver preso manganellate dai poliziotti, tanto che è tornato con un dito rotto». Secondo i difensori, inoltre, i verbali di arresto hanno fornito ricostruzioni superficiali. In particolare, gli avvocati si sono concentrati sul lancio di sassi nei confronti delle forze dell'ordine: «Non è stato effettuato, da quel giorno, nessun intervento sul manto stradale. Questo sta a significare che non potevano avere in mano tali oggetti per scagliarli addosso alla polizia. Dove gli avrebbero presi? Cosa hanno tirato?».
Secondo la difesa: nulla. Anche per questo è stata richiesta l'assoluzione. Ipotesi accolta dai giudici di Roma. Sacha Montanini, Angelo De Matteis, Nicola Corsini, Gerardo Morsella, Federico Serra, Andrea Donato, Alice Niffoi e Riccardo Li Calzi sono stati assolti. Si è chiuso così il secondo di quattro capitolini giudiziari sugli scontri del 14 dicembre. Già nel febbraio scorso, infatti, piazzale Clodio aveva emesso una prima sentenza. In quel caso gli imputati erano tre. Due (Martino della Veneria Reviglio e Anna Chiara Mazzani) sono stati assolti. Mentre Michele Borromeo è stato condannato a quattro mesi di reclusione (il pm ne aveva chiesti otto) e al pagamento dei danni al Comune di Roma. Del resto in quel martedì la guerriglia messa in piedi dagli studenti estremisti di sinistra devastò il Centro della Capitale. Doveva essere un corteo pacifico. Sfilare tra le vie della Capitale per protestare contro il disegno di legge del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. Ma quando liceali e universitari, arrivati da tutta Italia, entrarono in piazza del Popolo, scattò la violenza. Un gruppo di circa cento si staccò dal corteo e prese via del Corso. Erano armati di sassi, bastoni, spranghe. Con i caschi in testa. Il volto coperto. Dopo pochi secondi la marcia spedita divenne una corsa verso largo Goldoni.
Tra le urla, che incitavano alla guerriglia, spuntò una camionetta della Guardia di finanza. Gli agenti si trovarono scoperti e attaccati. Da lì iniziò uno scontro senza esclusioni di colpi. Da una parte i facinorosi di collettivi e centri sociali. Dall'altra le forze dell'ordine a difendere la città. Dopo poche ore furono incendiate camionette, distrutti cassonetti dei rifiuti, rotte vetrine. Il centro storico divenne un inferno da cui si alzavano colonne di fumo. Ci volle un interno pomeriggio per respingere quello che fu un vero attacco. Restarono feriti ben 57 agenti. Ieri, otto di quei giovani che si trovarono in mezzo agli scontri, sono stati assolti. Il sindaco Gianni Alemanno ha espresso perplessità. Ha digerito male la decisione: «Noi abbiamo avuto un centro storico devastato, una giornata di violenza e non c'è nessun colpevole, è possibile questo? Io non so se erano quelli i colpevoli o erano altri ma il dato che oggi risulta è che Roma non sa con chi prendersela per le devastazioni che ha subito e questo è veramente inaccettabile».
Fabio Perugia
10/06/2011