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11/05/2011, 22:13
Accolto in parte per difetto di giurisdizione il ricorso presentato dall'ex comandante generale della Guardia di Finanza.
È da rifare, davanti alla magistratura ordinaria e non più davanti a quella militare, il processo per peculato d'uso e abuso d'ufficio nei confronti dell'ex generale della Guardia di Finanza Roberto Speciale, condannato a 18 mesi di reclusione - per peculato - dalla Corte militare di appello di Roma, il 13 maggio 2010, per la vicenda della "cena delle spigole". Lo ha deciso la Prima sezione penale della Cassazione che ha sdoppiato in due tronconi il procedimento che riguarda Speciale, oggi deputato del Pdl. I supremi giudici hanno stabilito che la tranche che riguarda l'impiego di velivoli e autoveicoli e personale militare passa sotto la competenza di Piazzale Clodio, mentre alla magistratura militare rimane la competenza sull'accusa di peculato per l'utilizzo di carburante. Per questo capo di imputazione, dovrà essere rideterminata la condanna per Speciale e rivista interamente la responsabilità per l'altro coimputato, il generale Ugo Baielli che era stato condannato a dodici mesi di reclusione. Difficilmente la riapertura del processo nel filone assegnato alla magistratura penale ordinaria supererà la mannaia della prescrizione che dovrebbe intervenire nel 2013.
Dopo l'assoluzione in primo grado, il sette ottobre 2009, Speciale era stato condannato in secondo grado a 18 mesi di reclusione (pena sospesa) per peculato in relazione al famoso carico di spigole ed altro pesce fatto portare il 26 agosto 2005 a Predazzo (Trento), dove il generale era in vacanza. Speciale, secondo l'accusa, avrebbe impiegato per fini diversi da quelli istituzionali uomini e mezzi delle Fiamme gialle. L'episodio incriminato, documentato anche in un video, risale all'agosto del 2005. Secondo quanto ricostruito durante l'inchiesta coordinata dal procuratore militare di Roma, l'allora comandante generale delle Fiamme gialle si trovava in vacanza a Predazzo (Trento), presso la Scuola alpina della Gdf, con moglie, consuoceri, un altro generale e consorte. Il soggiornò durò dal 20 al 27 agosto. Ad un certo punto, come venne ricordato da un testimone nel processo di primo grado, Speciale osservò che i finanzieri, lassù in montagna, di pesce non ne mangiavano mai. E così sarebbe nata l'idea di far arrivare un carico di spigole per una grande cena con il personale della Scuola. Proprio quel carico ittico è costato al generale l'accusa di peculato. Un altro dei testi ascoltati, il pilota dell'aereo che portò il pesce da Pratica di Mare (Roma) a Verona (l'Atr 42 non atterrò a Bolzano, come previsto, a causa delle condizioni meteo), riferì che quella mattina del 26 agosto lui sapeva di dover trasportare a Bolzano due autorità. Accanto all'aereo trovò invece un furgone con circa 10 casse di pesce. A quel punto si rifiutò di partire, ma intervenne un ufficiale che ordinò di fare il trasporto. L'aereo, come detto, atterrò a Verona e qui fu preso in consegna da un'auto dei baschi verdi che lo portò a destinazione. Nella sua requisitoria, il procuratore generale militare Intelisano aveva chiesto la conferma delle condanne per Speciale e Baielli. Le motivazioni della sentenza della Cassazione si conosceranno tra circa un mese.
In primo grado, il 7 ottobre 2009, Speciale e Baielli erano stati assolti dal tribunale militare di Roma «perchè il fatto non sussiste». Contro la sentenza di assoluzione aveva impugnato la procura e la Corte militare di appello della capitale, il 13 maggio 2010, aveva riformato la sentenza condannando a 18 mesi Speciale e ad un anno Baielli. Speciale, secondo l'accusa, aveva impiegato per fini diversi da quelli istituzionali uomini e mezzi delle Fiamme gialle.
L'episodio incriminato risale all'agosto del 2005. Secondo quanto ricostruito durante l'inchiesta, coordinata dal procuratore militare di Roma Antonino Intelisano che oggi ha rappresentato la pubblica accusa in Cassazione, l'allora comandante generale delle Fiamme gialle si trovava in vacanza a Predazzo presso la Scuola alpina della Gdf, con la moglie, i consuoceri, un altro generale e consorte al seguito.
Il soggiorno durò dal 20 al 27 agosto. Come venne ricordato da un finanziere nel processo di primo grado, Speciale avrebbe rilevato che i finanzieri in montagna non mangiavano mai il pesce. Da qui sarebbe nata l'idea di far arrivare un carico di spigole per una cena con il personale della scuola. Proprio quel carico ittico è costato al generale l'accusa di peculato. Un altro dei testimoni ascoltati, il pilota dell'aereo che portò il pesce da Pratica di Mare, riferì che la mattina del 26 agosto lui sapeva di dover trasportare a Bolzano due autorità. Le 'autorita« erano un furgone con circa 10 casse di pesce. A quel punto si rifiutò di partire, ma intervenne un ufficiale che ordinò di fare il trasporto. L'aereo atterrò a Verona e qui fu preso in consegna da un'auto delle Fiamme gialle che lo portò a destinazione.
"Quel trasporto di pesce non fu altro che una iniziativa 'ad pompam' del generale Speciale per chiudere alla grande le vacanze. In quell'occasione ci fu una predisposizione di un apparato di uomini e mezzi mobilitati per le esigenze specifiche del comandante generale ma non si può confondere la potestà di un comandante con l'arbitrio", ha rilevato nella sua requisitoria il procuratore militare Intelisano, che aveva chiesto la conferma delle condanne di Speciale e di Baielli, il generale che, per dirla con il pm, "ha aggiustato la baracca sul piano formale di un evento avviato male e coltivato peggio". La Cassazione però ora ha accolto in gran parte i ricorsi dei due Generali e la loro posizione è destinata ad alleggerirsi.
11/05/2011