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09/03/2011, 05:30

Il Papa diventa multimediale

Benedetto XVI Venerdì Santo, per la prima volta nella storia, sarà in televisione per dialogare e rispondere alle domande dei fedeli. TEOLOGIA Ecco i cristiani del futuro

Papa Benedetto XVI Il Papa è apparso alla… televisione, ospite di un programma, per rispondere alle domande dei fedeli. Il 22 aprile 2011, Venerdì Santo, sarà un giorno nuovo per la tv italiana: quel giorno, infatti, Sua Santità Benedetto XVI - per la prima volta nella storia del Papato e del piccolo schermo - andrà in televisione, nel programma «A sua immagine-Domande su Gesù», su Raiuno.

Le domande il pubblico le spedirà al sito della trasmissione. Tv ed online: in una parola rivoluzione mediatica. Nell'era Jobs, del post computer e del post televisivo, Papa Ratzinger accetta di andare in tv. Una scelta coraggiosa al di là degli esiti che potrà produrre. Coraggiosa perché il Pontificato di Benedetto XVI si trova a fare i conti, in termini di comunicazione, con quello del suo predecessore: Papa Giovanni Paolo II che la parola di Dio e l'evangelizzazione l'ha propagata anche (e soprattutto) con il piccolo schermo.

Non tutti se lo ricorderanno ma Wojtyla, l'Atleta di Dio, il Pontefice che i mass media hanno amato più di ogni altro (pure di Papa Roncalli), per il suo dinamismo, per il suo girovagare nel mondo, eletto nel 1978 già l'anno successivo, nel 1979, compì il suo primo capolavoro religioso, politico e televisivo: il viaggio in Polonia, terra cattolica temporaneamente (ndr, all'epoca) occupata dal comunismo dittatoriale. Quel viaggio segnò, nell'immaginario dei polacchi, dell'Occidente e del mondo, grazie alle telecamere che lo ripresero, una nuova frontiera e l'inizio della disgregazione del mito dei regimi comunisti. Di immortale, per chi crede, c'è solo Dio e se questo lo si racconta in tv ancora meglio. Del resto tutto il Pontificato di Giovanni Paolo II è stato segnato dall'essere in onda: l'attentato che subisce, i viaggi nel mondo, le sue convalescenze, il Giubileo e l'incontro con i giovani, il viaggio nella Cuba di Fidel Cristo, la sua agonia e il suo addio al Mondo. Un eroe cattolico e la sua narrazione, verrebbe da dire, che ancora prosegue. Il 1 maggio 2011, a Roma, infatti, ci sarà la cerimonia di beatificazione di Papa Wojtyla. La tv, se ben usata, non è che una finestra sul cortile del mondo, con le sue diverse angolazioni. Per questo la scelta di Benedetto XVI ci appare una scelta forte: lui, il Papa teologo, l'intellettuale, l'uomo dei libri e della fede, che accetta di andare in tv (seppur registrando) a rispondere ad alcune domande di fedeli su Gesù.

La televisione e la fede, un enigma certo, ma anche un'opportunità nella società-fitness di oggi dove nessuno legge più, la scuola è in crisi e il catechismo non se la passa troppo bene. Nel 1992, l'arcivescovo di Bologna, il cardinale Giacomo Biffi, parlando di televisione, disse: «È un mezzo potentissimo», che rischia di essere «al servizio del niente» ma può anche contribuire alla diffusione del Vangelo, che è una «assoluta necessità per l'uomo» da perseguire «con tutti i mezzi a nostra disposizione, tra i quali c'è anche la televisione».

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Massimiliano Lenzi

09/03/2011

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