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01/12/2010, 05:30

La protesta degli sfascisti
La riforma passa, il Pd no

Studenti in piazza in tutta Italia contro la riforma della scuola. Un giorno di ordinaria follia tra scontri e città paralizzate. E questi giovani sarebbero il futuro...
LA LEZIONE DI PASOLINI Vi odio, cari studenti

Gli studenti protestano in piazza Gli studenti scendono in piazza e l'Italia vive una giornata di ordinaria follia. Città paralizzate, stazioni e autostrade occupate, scontri. Da Torino a Palermo, da Roma a Milano, da Bologna a Napoli il copione è sempre lo stesso. L'obiettivo è quello di bloccare la riforma dell'università in discussione alla Camera. Ma a farne le spese sono soprattutto le forze dell'ordine e i privati cittadini costretti a fare i conti con l'assalto degli «sfascisti». La più colpita è stata sicuramente la Capitale.

I cortei a macchia di leopardo, complice la pioggia e lo sciopero dei mezzi, hanno mandato in tilt il traffico. Polizia, Carabinieri e Fiamme Gialle hanno chiuso per tutto il giorno i varchi di accesso a Montecitorio (considerato il vero obiettivo dei manifestanti) e momenti di tensione si sono registrati quando gli studenti hanno provato a violare i blocchi. Lo scontro più duro in via del Corso. I ragazzi hanno prima lanciato bottiglie, uova e petardi, poi hanno provato a ribaltare un blindato. A questo punto gli agenti hanno effettuato una carica di alleggerimento. Il bilancio è di un agente contuso e di un minorenne fermato.

Dopo i tafferugli un centinaio di persone si sono staccate dal corteo e hanno raggiunto la stazione Termini dove hanno occupato i binari fermando i treni e provocando un rallentamento del traffico ferroviario. Al termine della giornata il questore di Roma Francesco Tagliente ha ringraziato «il vicario, il capo di gabinetto, il dirigente della Digos» e «tutti i dirigenti e i funzionari, nonché i poliziotti, i carabinieri e i finanzieri impegnati nei servizi per la gestione della sicurezza». «Il mio ringraziamento - ha spiegato - è soprattutto per le eccellenti doti di equilibrio, saggezza, determinazione operativa e non comune professionalità dimostrate.

I manifestanti hanno ripetutamente provocato per ottenere reazione, probabilmente sarebbe stata sufficiente l'azione scomposta di uno solo degli operatori per far degenerare in modo imprevedibile gli scenari in un contesto ambientale particolarmente sensibile». Ma Roma è solo uno dei "campi di battaglia". E a sera si contano ben 18 stazioni occupate in tutta Italia. La prima è stata quella di Scalea (linea Napoli - Reggio Calabria), dalle 10.00 alle 10.15. Poi è stata la volta di Milano Porta Garibaldi (dalle 10.10 alle 10.30), Venezia Mestre (dalle 11.10 alle 11.35), Catania Centrale (11.20/12.20), Milano Greco Pirelli (11.20/14.35), Pisa Centrale (12.25/17.10), Trieste Centrale (12.45/13.25), Padova (13.00/15.00), Perugia (14.25/15.40), Palermo Notarbartolo (14.25/14.50), Parma (14.40/15.45) Torino Porta Nuova (14.45/17.35), Cremona (14.50/15.25), Venezia Santa Lucia (16.00/17.10), Torino Porta Susa (16.10/17.50) e Milano Rogoredo (16.10/16.45).

Scontri tra forze dell'ordine e manifestanti si sono registrati a Genova, a Milano e Bologna dove, tra l'altro, gli studenti hanno invaso l'autostrada A14. A Torino alcune decine di studenti hanno effettuato un blitz negli uffici torinesi del ministero dell'istruzione, sfondando il portone d'ingresso e salendo al secondo piano. Altri hanno invece organizzato un sit-in sulla tangenziale, che è rimasta bloccata. A Venezia alcune centinaia di studenti, terminata la manifestazione alla stazione, hanno occupato il rettorato dell'Università di Cà Foscari. Protesta pacifica a Firenze dove davanti al rettorato alcuni ricercatori hanno inscenato il "funerale" dell'Università. Autostrada occupata anche a Pisa dove circa 5.000 studenti hanno invaso l'A12, bloccando il traffico per circa mezz'ora. A Napoli, invece, i manifestanti hanno lanciato sacchetti d'immondizia contro il palazzo della Provincia e contro la sede della Regione Campania. A Cosenza circa duemila studenti dell'Università della Calabria hanno bloccato lo svincolo di Cosenza Nord dell'autostrada A3. Mentre a Palermo un gruppo di studenti è entrato nella sede di Rai Sicilia chiedendo di far conoscere le ragioni della protesta.

Dopo aver incontrato il direttore della struttura sono andati via pacificamente. Un altro gruppo ha pagato il biglietto d'ingresso per la visita della Cappella Palatina, all'interno di Palazzo dei Normanni e, una volta all'interno, ha esposto due striscioni con la scritta «Non metterete i nostri cervelli in cassa integrazione». In serata un migliaio di manifestanti ha fatto irruzione nel palazzo comunale bloccando la seduta del consiglio. Un po' ovunque, poi, si registrano occupazioni e proteste. Cronache di un giorno di ordinaria follia.

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Nicola Imberti

01/12/2010

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