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    Alla fine del riquadro di spiegazione ne sarà proposta anche la traduzione in inglese, ripresa dal lemmario Italiano-Inglese del Ragazzini 2010.

07/10/2010, 05:30

Indovina chi viene a cena?
L'orso Yoghi bussa alla porta

Incursione a mezzanotte in un giardino privato. L'animale è stato attirato dal miele stipato in un'arnia. Faccia a faccia col padrone di casa. Un cenno e poi la scorpacciata.

Orso Dal campanile dodici rintocchi. Sulle colline inizia a fare freddo. Il vento fa dondolare le foglie degli alberi nel buio pesto di una notte senza luna. In giro non c'è anima viva. Poi all'improvviso un rumore, sordo. Poi il silenzio. Poi ancora rumore. «Chi può essere a quest'ora?» - ha pensato il padrone della villetta immersa nel verde del Parco nazionale. «E cosa può volere?». Dal tinello la voce di una donna rompe gli indugi: «Vai a vedere cosa c'è la fuori. Non si sa mai...». Il rumore torna a farsi sentire, ma stavolta è meno netto. Più continuo, come se qualcuno stesse rovistando in un cassettone. «Ma fuori non ci sono cassettoni - ha pensato l'uomo - e non c'è nulla dentro al quale mettere le mani».


Il mistero s'infittisce, ma ormai non c'è più tempo per le supposizioni. La porta si apre pian piano, mentre i cani in giardino abbaiano. Lo scenario è perfetto per un set cinematografico, manca solo la musica di sottofondo. Ma Rino Sulpizio, comandante della polizia municipale di Campoli Appennino, un paesino di meno di duemila anime arroccato 650 metri sopra la Valle di Comino, dentro al Parco Nazionale d'Abruzzo, tutto avrebbe potuto immaginare di trovarsi di fronte meno ciò che realmente c'era. Un mendicante? Un ladro? Un disperato? No, con il faccione sporco di miele e l'espressione visibilmente soddisfatta c'era Yoghi, un bellissimo esemplare di orso marsicano che aveva deciso di fare il classico spuntino di mezzanotte. Eh già, perché se il languorino che lontano dai pasti principali spesso costringe la maggior parte di noi a saccheggiare il frigorifero o la dispensa di casa, aggredisce anche gli orsi. E quelle ordinatissime arnie sistemate nel giardino della villetta del comandante dei vigili erano un boccone troppo prelibato per passare oltre e tornare sulle montagne. Rino Sulpizio però, mentre con circospezione apriva l'uscio di casa, non lo sapeva ancora. Ha fatto qualche timido passo nella notte, per cercare di capire cosa stesse accadendo. In mano una torcia elettrica per lanciare un fascio di luce alla ricerca di chi - o cosa - avesse provocato quei rumori.

 
Poi, a circa due metri di distanza, ha visto alzarsi sulle zampe l'orso marsicano protagonista di questa storia: non troppo alto per la verità, un metro e sessanta circa per circa due quintali di peso. Nero come la notte, ma con la faccia buona. Le zampe piantate in terra con gli unghioni lunghi e robusti che l'orso bruno utilizza per scavare, cercare il cibo, arrampicarsi sugli alberi e ovviamente per la propria difesa. «Mi ha guardato - ci racconta il Comandate - l'ho guardato. Ma non c'era aggressività, nessuno dei due ha mostrato paura». Orso Yoghi non ci ha pensato due volte e, una volta «salutato» con un cenno del capo il padrone di casa, ha fatto qualche passo indietro rituffando le zampe nelle arnie e prelevando ancora quel nettare la cui bontà è indiscussa. Una vera scorpacciata, sotto gli occhi attenti del Comandante. Per Rino appena il tempo di chiamare la moglie «Vieni a vedere chi ci è venuto a trovare...», ma Yoghi - passando un po' bruscamente sopra la recinzione facilmente divelta per entrare nel giardino di casa - se ne era già andato. A Rino è rimasta una storia da raccontare, un'arnia da ricostruire e un recinto da rimettere in sesto. All'orso di sicuro non è rimasta la fame, vista l'abbuffata, ma forse tornerà.


L'orso marsicano infatti è molto goloso anche di fichi e di uva, tutte cose che abbondano in quella zona. Una vera tentazione. E pur non avendo una buona vista, compensa con un buon udito e un olfatto molto fine che gli permette di seguire una pista odorosa anche dopo molti giorni. Yoghi - come detto - non ha mostrato segnali di paura al contatto con l'uomo. D'altronde non è il primo caso di incontri ravvicinati di questo tipo. Di episodi del genere la Valle di Comino ne elenca già molti; a Picinisco, a San Donato Valcomino, ad Alvito. E' di qualche tempo fa la notizia che un orso è sceso nelle campagne e un ragazzo del posto, tra lo stupore e lo spavento, se l'è trovato davanti a pochi metri. All'inizio dell'estate una automobilista intercettò sulla strada un cucciolo, sempre di orso marsicano. L'orso bruno in realtà è un animale solitario e silenzioso, un tempo animale diurno, oggi ha abitudini prevalentemente notturne a causa del disturbo provocato dall'uomo. E' schivo e diffidente, non è aggressivo e non attacca l'uomo, se non provocato. Tant'è che in Italia non si reguistrano casi di attacco a persone negli ultimi 150 anni. E' riconosciuto specie protetta sul territorio italiano grazie ad una legge del 1939. Tutto è bene quel che finisce bene, dunque. Le uniche forse a non gradire saranno state le api, che hanno visto distrutto il loro piccolo mondo. Ma è la legge della natura, e sono abituate a simili imprevisti. Yoghi se ne è andato così come era apparso, un po' rumorosamente ma - tutto sommato - con discrezione. Il Comandante però d'ora in poi dovrà stare attento. Viste le leccornie presenti nel suo giardino non è affatto escluso che l'orso passi la dritta a qualche altro «collega». Chissà, forse tra qualche giorno alla porta di quella villetta immersa nella campagna potrebbe bussare Winnie the Pooh.

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Angelo Perfetti

07/10/2010

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