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07/09/2010, 05:30
La Farnesina invita il ministro degli Esteri iraniano a Roma. la svolta potrebbe arrivare da una mediazione della Santa Sede.
STRASBURGO La Ue condanna l'Iran
Il figlio di Sakineh, Sajjad Mohammadi Ashtiani, ha espresso i suoi timori che la madre possa essere lapidata venerdì, in occasione della fine del Ramadan. «Il Ramadan sta finendo - ha spiegato Sajjad in una conferenza stampa telefonica organizzata a Parigi dal filosofo Bernard-Henri Levy - e le esecuzioni possono riprendere». Sajjad ritiene importante l'iniziativa del ministro degli Esteri Franco Frattini che ieri sera ha rilanciato: «Invito il ministro degli Esteri iraniano Manucher Mottaki a Roma per un colloquio. Ho gia incontrato il mio collega a Kabul e gli ho detto che il tema dei diritti umani restava prioritario per l'Italia, anche per i rapporti bilaterali. Oggi lo incontrerei di nuovo».
Frattini ha però escluso una visita a Teheran: «La politica estera non è fatta di visite guidate. Noi abbiamo deciso a livello europeo che le visite dei ministri Ue sono sospese fino a quando non riprenderà il dialogo sul dossier nucleare». Ma la lapidazione sembra avvicinarsi: Sakineh Mohammadi Ashtiani ha già ricevuto la punizione di 99 frustate per aver «sparso corruzione e indecenza», diffondendo una sua foto col capo scoperto. Foto non sua - si è poi scoperto -, di cui lei non sapeva niente, pubblicata per errore da un giornale di Londra a migliaia di chilometri dal carcere di Tabriz dove la prigioniera più famosa d'Iran attende l'esecuzione da quattro anni. «È stata un'atrocità ingiustificata», ha commentato Sajad, che non vede né sente la madre da 20 giorni. Il giovane, che lavora come autista otto ore al giorno, sa che ogni ora che passa può essere fatale per sua madre. Possono lapidarla, impiccarla, frustarla ancora nonostante la mobilitazione internazionale da lui sollecitata: «Grazie all'Italia, grazie a tutti - dice - ma serve di più. Qui, purtroppo, capiscono soltanto i rapporti di forza».
Ecco, serve di più. E la diplomazia vaticana potrebbe svolgere un ruolo determinante visti gli ottimi rapporti che intercorrono con Papa Benedetto XVI, almeno da tre anni a questa parte. Ovvero da quando, nel 2007, l'ambasciatore iraniano Ali Akbar Naseri venne accreditato presso la Santa Sede. E in merito all'incontro col Pontefice, Akbar Naseri ebbe modo di dichiarare che «la Santa Sede desidera consolidare le sue relazioni con la Rapubblica Islamica dell'Iran, e favorire la comprensione reciproca e la collaborazione in vista del bene comune».
Marino Collacciani
07/09/2010