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06/09/2010, 05:30

Sakineh può ancora essere salvata

Proseguono gli sforzi della diplomazia internazionale per evitare la lapidazione alla donna iraniana condannata a morte. Nessuna apertura dall'Ayathollah, ma non è confermata la punizione delle 99 frustate.

La foto di Sakineh Mohammadi Ashtiani, condannata alla lapidazione in Iran L'incubo delle pietre che uccidono continua ad aleggiare sulla testa di Sakineh Mahammadi Ashtiani. E non solo. Ufficialmente il regime degli ayatollah non sembra dare segnali di apertura alle richieste di clemenza per la donna e, anzi, si dichiara pronto a lapidare altri 13 condannati, dieci donne e tre uomini. Mentre aumenta l'angoscia dei due figli, uno dei quali Sajjad, ha chiesto l'intervento del Papa e dell'Italia. Difficile da interpretare anche il giallo della nuova pena di 99 frustate, comminata a Sakineh in seguito alla pubblicazione sul britannico The Times della foto di una donna senza velo, erroneamente identificata con lei, e probabilmente non eseguita. Un monito ulteriore all'opinione pubblica sull'inutilità di ogni forma di pressione o solo la difficoltà di avere notizie certe dalla prigione di Tabriz, dove Sakineh è rinchiusa da quattro anni con l'accusa di adulterio e complicità nell'uccisione del marito? Dalla Norvegia, dove è riparato per sfuggire alle ritorsioni, l'ex avvocato della donna, Mohammad Mostafaei, ha detto che la nuova condanna «non è stata ancora eseguita», smentendo le voci contrarie che si erano rincorse per tutto il giorno.

 
Peraltro, la tragedia di Sakineh - che ha già subito una volta la pena delle 99 frustate, nel 2006 - non è la sola, anche se, in questo momento, è il simbolo più forte dell'intolleranza integralista di Mahmud Ahmadinejad e di Ali Khamenei, Guida suprema. Secondo il portavoce di Iran Human Rights, Mahmud Moghaddam, portavoce di Iran Human Rights dal maggio 2006 sotto le pietre della lapidazione pubblica sono caduti sette condannati. E, secondo l'organizzazione umanitaria, 14 tra detenute e detenuti sono in attesa di una morte orribile. Un esempio? Azar Bagheri ha solo 19 anni, anch'essa in carcere a Tabriz: aspetta di essere lapidata per un'accusa di adulterio quando aveva 15 anni. E ancora: Kobra Babaei attende l'esecuzione della sentenza sempre a Tabriz. Ha una figlia di 13 anni e suo marito, Rahim Mohammadi, nel 2009 è stato impiccato. Per non parlare di Kheyrieh Valania, 42 anni, perseguitata dall'incubo delle pietre dal 2002, nella prigione di Ahvaz. Dal canto suo il ministro Frattini non abbassa la guardia: «Ribadisco a nome del governo italiano il più forte auspicio che l'Iran consideri un atto di clemenza per salvare Sakineh da un'orrenda punizione offensiva della dignità umana. Salvare Sakineh da questa sofferenza offrirebbe un'opportunità per l'Iran per creare un nuovo clima di fiducia con la comunità internazionale».

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06/09/2010

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