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05/09/2010, 05:30
Lo sciame sismico spaventa Rieti e L'Aquila. L'ultima scossa di terremoto ha raggiunto i 2,9 gradi. L'epicentro tra i comuni di Borbona, Capitignano e Montereale.
È ancora il giorno della paura per gli abitanti dei comuni reatini a confine con L'Aquila che anche ieri hanno fatto i conti con quattro nuove scosse. E anche gli abitanti del capoluogo abruzzese hanno sentito tremare la terra sotto i piedi, come nel tragico terremto di un anno fa. La terra ha tremato per l'ultima volta alle 15.27 nel distretto sismico dei Monti Reatini interessando i comuni dell'Aquilano e quelli dell'Alta Valle del Velino e dei Monti della Laga con Antrodoco, Cittareale, Micigliano, Amatrice, Accumoli e Borbona, oltre ai vicini Scoppito, Campotosto e Montereale a ridosso del confine abruzzese. Scosse profonde oltre dieci chilometri e con una magnitudo di 2.9: intensità del tutto simile a quelle avvertite chiaramente dalla popolazione nella mattinata di ieri. La situazione più critica nel Reatino rimane quella di Borbona dove dalla ripresa dello sciame sismico il Comune ha provveduto a richiedere tende da campo per la popolazione. Ieri l'ultima delle quattro tende della Protezione Civile è stata montata nella parte più alta del paese, la più rocciosa, dove nelle abitazioni è maggiormente sentito il movimento tellurico. E proprio mentre si lavorava per mettere in piedi la struttura gli abitanti hanno avvertito la scossa più forte. «Abbiamo informato la cittadinanza dando alcune raccomandazioni legate soprattutto al buon senso - ha detto il sindaco di Borbona Antonio Durante - Non dobbiamo preoccuparci, ma premunirci. Abbiamo detto di non usare chiavistelli, di munirsi di torce e di non lasciare auto ad intralciare possibili vie di fuga. Il paese è comunque consapevole».
Consapevoli sì, ma meglio se informati. È piaciuta l'iniziativa del primo cittadino che ieri ha organizzato a beneficio di tutti gli abitanti una conferenza dedicata al terremoto e ai danni degli edifici e delle strutture pubbliche nel giorno di avvio dei festeggiamenti per il September Fest. «Ormai ci stiamo abituando - fa eco Loredana Sgherri di Borbona - Quando la mattina ci si ritrova al bar, la domanda ricorrente è se le scosse sono state sentite. Siamo preoccupati, ma cerchiamo di non enfatizzare il problema». Intanto in una piccola frazione del comune reatino quattro letti all'interno di una tenda sono stati occupati, mentre nessuna richiesta di intervento è arrivata al Comando dei Vigili del Fuoco dai comuni interessati in questi giorni dalle scosse. Situazione tranquilla nell'Amatriciano. «Non mi risulta ci siano tende - dice Luigi Bucci, imprenditore del posto - Cerchiamo di essere tranquilli e di smorzare i toni su questo terremoto».
Dal primo settembre ad oggi sono 13 le scosse che hanno messo in subbuglio le popolazioni di molti piccoli centri della provincia reatina che in estate si riempiono di vacanzieri arrivati soprattutto dalla Capitale. E molti in questi giorni di paura sono stati i rientri anticipati dalle ferie di chi ha preferito tornare a Roma per stare più tranquillo. Ma lo spettro di una nuova tragica scossa è aleggiato soprattutto tra gli abitanti dell'Aquila, ancora alle prese con la ricostruzione della loro città. In molti sono andati via dalla città, raggiungendo le abitazioni o case di amici, soprattutto sulla costa. Chi, invece, è rimasto in zona, è tornato a tenere valige e vestiti pronti in casa per scappare portando via le cose essenziali in caso di un nuovo forte terremoto. Mentre i vigili del fuoco hanno ripreso i sopralluoghi per verificare la solidità degli edifici e tranquillizzare gli inquilini.
Alessandra Pasqualotto
05/09/2010