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03/09/2010, 05:30
A una settimana dalla scomparsa della quindicenne il sindaco parla chiaro: "Non è possibile che una persona scompaia nel nulla senza che nessuno senta o veda niente".
«Chi sa parli». Il sindaco di Avetrana, Mario De Marco, prova a scuotere le coscienze (ieri a una settimana dalla scomparsa), a muovere quello strano e inspiegabile velo di torpore che avvolge le notizie di persone sparite nel nulla. Con oggi la ragazza del paese in provincia di Taranto non dà notizie di sé ormai da otto giorni. Il problema, sempre più vicino a un angoscioso dramma, è che nessuno è stato in grado di fornire un indizio utile, una presenza dell'ultima pra, un granello di strada per risalire a un percorso, al sentiero per ritrovare Sarah. Da varie parti d'Italia arrivano segnalazioni vaghe, incomplete, in una parola inutilizzabili. Ieri dalla provincia di Milano è pervenuto anche un filmato che ritraeva una ragazza molto simile alla quindicenne scomparsa. I parenti l'hanno visto ma hanno escluso che si trattasse di lei. Ora è, quindi, il momento degli appelli. Poco ha sortito fino ad ora il messaggio iconografico che il paese ha voluto dedicare a Sarah Scazzi con centinaia di volantini. Gli investigatori stanno battendo a tappeto casolari di campagna abbandonati, masserie e pozzi ad Avetrana e nei paesi vicini. Ma della quindicenne sembra non esserci alcuna traccia e la sua scomparsa è avvolta nel silenzio.
Lo stesso pare aver ingoiato via Verdi, la strada che Sarah ha percorso per andare da casa sua a quella vicina della cugina Sabrina: aveva un appuntamento con lei per andare a mare. Ma qui si ferma la ricostruzione, poi il nulla. Il sindaco non ci sta. «Non è possibile che una persona scompaia nel nulla senza che nessuno senta o veda niente», ha detto ieri Mario De Marco, che ha convocato una conferenza stampa per chiedere ai cittadini di partecipare alle ricerche controllando poderi e casali di campagna di loro proprietà e soprattutto di segnalare, anche in forma anonima, qualunque elemento possa aiutare a ritrovare Sarah. Il silenzio ha fagocitato anche il cellulare della ragazza. Dopo l'ultimo squillo fatto alla cugina alle 14,30 per avvertirla che stava arrivando, c'è stata la chiamata di Sabrina alle 14,42 preoccupata per il ritardo di Sara. La ragazzina non ha risposto e, dopo qualche trillo, il cellulare è stato spento. Insomma, un silenzio assordante vinto dalla madre della scomnparsa, Concetta, che ha rivolto un appello, insieme col marito, a «chiunque l'abbia rapita. Non le facciano del male La lascino libera. Noi l'aspettiamo a casa».
La donna è distrutta dall'attesa, una mamma che, mentre vive la tragedia di una figlia scomparsa, ieri ha dovuto accudire l'anziano patrigno le cui condizioni di salute non sono buone. In paese ovunque ci sono volantini con la foto di Sara. Li ha fatti stampare e affiggere l'amministrazione comunale: 2.000 volantini e 5.000 cartoline da distribuire tra i cittadini perché forniscano notizia utili. Ma il mistero su quello che è successo nel primo pomeriggio di giovedì scorso resta.
Marino Collacciani
03/09/2010