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02/09/2010, 05:30
Indagini sul web e su tre amiche che le gestivano il sito. I timori del padre e i sospetti in chat: potrebbe essere quello con i baffetti e la Punto nera.
Sarah forse è caduta in una trappola. È salita su un'auto guidata da una persona che conosceva e che si è trasformata nel suo aguzzino. È lo scenario ipotizzato dai carabinieri che tentano di risolvere un giallo che sembra essere sempre più intricato. Perché di Sara, dopo sette giorni di battute nelle campagne di Avetrana, nei casolari, nei pozzi e nei corsi d'acqua, non è stata trovata alcuna traccia e non ci sono neppure indizi sulla sua sorte. La pista dell'amico (o conoscente) che ha rapito la ragazzina è avvalorata anche dal fatto che nessuno, in una via Verdi deserta, ha sentito un urlo, un sussulto o uno stridio di pneumatici, che dovrebbe quantomeno caratterizzare un sequestro di persona compiuto da sconosciuti durante un giovedì pomeriggio. Inoltre, per strada non è stata trovata traccia della ragazzina, neppure uno dei sandali infradito che calzava. I carabinieri parlano di via Verdi perchè ipotizzano che la studentessa sia scomparsa appena è uscita da casa, nel vicolo secondo della strada dedicata al grande musicista. Dopo sette giorni aumentano le paure del padre della ragazzina, Giacomo Scazzi, distrutto dal dolore, che teme il peggio per Sara e pensa che la sua piccola «sia stata presa da gente che non è di Avetrana».
Secondo la cugina 22enne, Sabrina Misseri, Sarah non aveva alcun motivo per fuggire. Sabrina la conosce bene, le due ragazze vivevano in simbiosi. Ogni volta che si svegliava la mattina, o che finiva di pranzare, Sarah andava da lei. E anche la sera usciva con lei e con i suoi amici, un gruppo di 22enni. «Era la mascotte», dicono ora i ragazzi della comitiva, una risposta però che per i carabinieri è risultata anomala, al punto che hanno deciso di interrogarli tutti. Poi hanno anche sequestrato i ben tre profili Facebook di Sarah. Ma non il computer, perché non ce l'aveva. A gestire le pagine web erano alcune sue amiche che mettevano le foto e rispondevano ai messaggi. E anche questo è un particolare misterioso.
Altro mistero un'eredità da centomila euro di cui la mamma della ragazza ha beneficiato da parenti diretti all'insaputa di altri dello stesso nucleo familiare. Anche se, in realtà, le indagini si stanno sempre più concentrando su un gruppo di conoscenti frequentati da Sarah Scazzi. Su Facebook i militari stanno compiendo accertamenti e stanno incrociando la lista degli amici virtuali della ragazza con i nomi che compaiono sui suoi diari. Non resta che affidarsi ai timori che due studentesse confessano in una chat sul social network. «Secondo me è stato quello con i baffetti che guida la Punto Nera».
Nicola Corona
02/09/2010