Il Tempo
Rassegna stampa
POLITICA INTERNI-ESTERI ECONOMIA SPORT SPETTACOLI PIZZI..cati channel VIAGGI HI TECH SHOPPING MULTIMEDIA SONDAGGI LAVORO
Roma Latina Frosinone Lazio Nord Abruzzo Molise ABBONAMENTI CASE FINANZA
  • stampa
  • commenta
  • dizionario

    Trova significati nei dizionari Zanichelli

    In questa pagina è attivo il servizio ZanTip:

    Facendo doppio click su una qualsiasi parola presente nell'articolo, sarà visualizzata la definizione della parola, così come è stata pubblicata all'interno del Vocabolario della Lingua Italiana Zingarelli 2010.

    Alla fine del riquadro di spiegazione ne sarà proposta anche la traduzione in inglese, ripresa dal lemmario Italiano-Inglese del Ragazzini 2010.

01/09/2010, 13:00

Vaticano, si ritira monsignor Marchetto
"Ma non per le polemiche sui rom"

Non è più segretario del Pontificio Consiglio per la pastorale dei migranti. Prima della bufera sull'espulsione dei nomadi in Francia è stato protagonista di controverse prese di posizione.

Monsignor Agostino Marchetto Monsignor Agostino Marchetto non è più segretario del Pontificio Consiglio per la pastorale dei migranti. Il Papa, rende noto la Sala Stampa della Santa Sede, ha accettato le sue dimissioni. Raggiunti i 70 anni, l'arcivescovo ha voluto infatti approfittare di una norma che riguarda i nunzi apostolici, i quali, essendo spesso in sedi lontane dal Paese di origine, possono dimettersi con cinque anni di anticipo rispetto ai vescovi diocesani.  Autorevoli fonti vaticane hanno precisato questa mattina che le dimissioni del Segretario del Pontificio consiglio per i migranti e gli itineranti non sono da mettere in relazione con le recenti polemiche con il governo francese sulle espulsioni dei rom. Nelle settime scorse infatti l'arcivescovo aveva criticato i provvedimenti presi dal governo di Nicolas Sarkozy contro i rom. In particolare Marchetto aveva messo in rilievo che punizioni di tipo etnico contro un'intera popolazione erano contrarie al diritto dell'Unione europea.
 

LA CARRIERA E LE POLEMICHE - Prima di ricoprire l'incarico di numero due del dicastero dei migranti, che lo ha visto protagonista di polemici attacchi alla politica del governo italiano e, più recentemente di quello francese, attacchi peraltro sconfessati dalla Santa Sede in diverse occasioni, mons. Marchetto, infatti, è stato diplomatico di carriera fino a diventare osservatore permanente della Santa Sede alla Fao. Giovedì scorso Marchetto aveva rilasciato a una testata francese un'intervista molto critica sulla questione delle espulsioni dei rom, ricordando che il popolo zingaro era stato vittima dell'Olocausto. Un'agenzia italiana aveva lanciato la notizia confondendo il tempo passato con il presente e questo aveva scatenato una enorme polemica sui media di tutto il mondo. Oggi, tuttavia, dal Vaticano si fa sapere che l'accettazione delle dimissioni non è legata all'episodio e non può essere considerata una decisione "immediata". In ogni caso, oggi l'ex dignitario vaticano avrebbe dovuto tenere oggi una relazione a Bogotà, il cui testo era stato diffuso sabato mattina dal dicastero per i migranti affinchè fosse pubblicato, ma non è partito non avendo più titolo a partecipare e preferendo restarsene a Roma per traslocare le carte personali dall'ufficio che da oggi non è più suo.


PACCHETTO SICUREZZA E RONDE - Il 21 aprile scorso, le critiche di mons. Marchetto al "pacchetto sicurezza" avevano costretto il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi, a precisare che "il Vaticano come tale non ha detto niente sul decreto sicurezza approvato dal governo italiano". "Ha parlato mons. Marchetto, ma non mi consta che il Vaticano in quanto tale abbia preso posizione", aveva affermato Lombardi. Già in febbraio, quando il prelato aveva criticato le ronde, la Santa Sede aveva specificato che si trattava di una sua posizione personale. Da parte sua l'arcivescovo volle replicare: "quando un vescovo pensa di aver fatto il suo dovere, non si ferma a raccogliere le pietre che gli buttano dietro". Da parte del governo, invece, arrivò l'apprezzamento del ministro della Difesa La Russa: "Siamo lieti della precisazione della Santa Sede, che mette in rilievo la differenza tra un giudizio, legittimo, di monsignor Marchetto e quello del Vaticano".


IL DISCORSO CHE NON FARÀ - Nella relazione che avrebbe dovuto tenere oggi a Bogotà, Marchetto intendeva denunciare il fatto che "un numero sempre crescente di Paesi tende ad adottare politiche e strumenti normativi che hanno un approccio volto a ridurre forme di irregolarità, tralasciando invece quella necessaria azione preventiva o almeno volta a ridurre abusi nei confronti dei migranti". Ed esprimere così la "grande preoccupazione" della Chiesa per la tolleranza che di fatto viene mostrata riguardo "alla tratta di esseri umani e all'industria legata all'introduzione irregolare di migranti, la cui consistenza appare crescente pur in presenza di articolate legislazioni e strategie di contrasto". Al II Forum Internazionale su Migrazione e Pace, in programma fino al tre settembre, il prelato voleva anche ricordare il rapporto tra sottosviluppo e emigrazione rilevando che tra "il Nord e il Sud del mondo c'è un divario netto, evidente altresì in termini demografici oltre che strutturali, economici e di programmazione dello sviluppo, che motiva in larga misura i flussi migratori, giungendo finanche a farli ritenere ancora limitati".


IL LAVORO DI STORICO - Di fronte a queste situazioni - osservava il testo diffuso sabato scorso da Marchetto e non più pronunciato - l'intervento a cui sono chiamate le religioni non è facile, se non la si vuole ridurre alla sola denuncia o ad una mediazione". Esse sono chiamate ad esempio a contrastare "le immagini che presentano i migranti solo come causa di conflitto quando ad essere messi in discussione sono i valori cardine della convivenza, quella costituzione materiale che è posta alla base del vivere sociale". Da queste situazioni, sosteneva l'arcivescovo, "la dimensione religiosa non può estraniarsi: la Chiesa Cattolica, ad esempio, si espone direttamente sul terreno con le sue strutture pastorali e la sua specificità di intervento che, nell'impossibilità di una piena integrazione, opera perche' almeno si determini una capacità di convivere attraverso una prassi di rispetto reciproco delle persone e di accettazione o tolleranza dei differenti costumi". Attraverso la Sala Stampa, monsignor Marchetto ha fatto che intende d'ora in avanti dedicarsi esclusivamente ai suoi studi di storico della Chiesa e del Concilio Vaticano II. 
 
 

Vai alla homepage

01/09/2010

Nessun commento presente
Clicca qui per inviare il tuo commento