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Alla fine del riquadro di spiegazione ne sarà proposta anche la traduzione in inglese, ripresa dal lemmario Italiano-Inglese del Ragazzini 2010.

01/09/2010, 05:30
La sedicenne è svanita ad Avetrana in provincia di Taranto Indagini sulle frequentazioni sul web. La madre: l'hanno rapita. Mistero: in dodici minuti la cugina Sabrina ha perso le sue tracce.
Sia la cugina Sabrina che la madre Concetta ritengono che Sarah Scazzi, la 15enne di Avetrana, in provincia di Taranto, scomparsa dal 26 agosto, sia stata rapita. Non solo perché non riescono a darsi altre spiegazioni ma anche per le modalità improvvise della sparizione. Gli inquirenti, in mancanza di prove certe, valutano tutte le ipotesi sul campo e, nel caso si trattasse di un sequestro di persona, non riescono a capire a quale fine possa essere avvenuto. Il fatto certamente negativo è il tempo che è passato dal momento della scomparsa. Nei pensieri di tutti ci sono dodici maledetti minuti.
Il teste chiave è Sabrina. Sarah esce di casa alle 14.30 per andare da lei. Poiché non ha credito sul cellulare fa uno squillo convenzionale sul telefonino della cugina per dirle che sta arrivando. Da via Verdi, dove abita, a via Grazia Deledda, dove vive Sabrina, sono 5-600 metri. Sarah ha gli auricolari alle orecchie e ascolta musica. Non può sentire se qualcuno o un'auto si avvicina. Sabrina sostiene che Sara sia stata rapita appena è uscita da casa, «perché - racconta - a 50 metri di distanza abita un'altra zia di Sara che avrebbe sentito urlare la nipote».
Insomma, qualcuno si sarebbe accorto del rapimento. Dopo aver ricevuto lo squillo alle 14.30, Sabrina alle 14.35 viene raggiunta sotto casa sua dall'amica Mariangela. Sabrina vede che Sarah non arriva e chiede all'amica se l'ha incontrata per strada. Sabrina si preoccupa. Afferra il cellulare e chiama la cuginetta. Il telefono squilla, poi la chiamata viene respinta e scatta la segreteria telefonica. Sabrina non si dà per vinta. Ricompone il numero ma questa volta il cellulare di Sara è spento. Sono le 14.42. Il magistrato che sta conducendo le indagine, Mariano Boccoliero, definisce il caso come «insolito».
Perché quello di Avetrana non è un territorio dove si verificano facilmente delle «scappatelle», è il ragionamento del giudice, E in quell'area è strano anche un rapimento. Chiaro, tutte le piste sono aperte. Ma una in particolare è battuta dagli uomini di Boccoliero. È quella di internet. La Rete è monitorata in largo e lungo, istante dopo istante, con la speranza che un indizio, magari un'amicizia recente, venga a galla. Le indagini possono contare sul massimo della collaborazione dei familiari e dell'ufficio del ministero dell'Interno per le persone scomparse. Ma per ora regna il buio.
Fabio Perugia
01/09/2010