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31/08/2010, 16:52
Bisognerà attendere qualche giorno per il referto sull'esame della salma effettuata stamane sul giovane morto il 25 agosto nel carcere di Grasse, ufficialmente per un infarto. Frattini: nuovo esame autoptico in Italia.
Bisognerà attendere qualche giorno per il primo referto sull'autopsia effettuata stamane sul corpo di Daniele Franceschi, il cittadino italiano morto il 25 agosto nel carcere francese di Grasse, ufficialmente per un infarto.
ATTESA PER IL REFERTO - Quando il procuratore di Grasse riceverà il referto - hanno spiegato fonti diplomatiche italiane che stanno assistendo la famiglia di Franceschi sul posto - convocherà un incontro con i familiari, con il loro legale e con il loro medico di fiducia giunto ieri in Francia da Torino. È stato eccezionalmente consentito dalla magistratura francese ai familiari di vedere la salma del loro congiunto prima dell'autopsia, e nonostante sia in corso un'inchiesta, per intercessione del ministro degli Esteri Franco Frattini, dell'ambasciatore d'Italia Giovanni Caracciolo di Vietri e del Console d'Italia a Nizza, Agostino Chiesa Alciator. All'autopsia erano presenti oggi i due medici francesi incaricati dalla Procura.
NON AMEESOO IL MEDICO DI FIDUCIA - La madre e lo zio di Daniele Franceschi hanno potuto vedere a Nizza il corpo del figlio poco prima dell'inizio dell'autopsia. All'esame autoptico, condotto da due medici forensi francesi, non è stato ammesso il medico di fiducia della famiglia come era stato richiesto da parte italiana. I risultati dovrebbero essere resi noti nei prossimi giorni, ma intanto la madre, Cira Antignano, si è detta ancor più convinta che il figlio sia stato picchiato in carcere. "Ha il naso gonfio", ha affermato lasciando l'ospedale Pasteur di Nizza, "e una macchia rossa grossa così".
IL MINISTERO SEGUE IL CASO - In una nota la Farnesina ha sottolineato che il ministro degli Esteri, Franco Frattini, continua a seguire da vicino il caso, in stretto raccordo con il Consolato Generale a Nizza. I familiari di Daniele Franceschi hanno successivamente incontrato, alla presenza del Console Generale Agostino Chiesa, uno specialista italiano di medicina legale, allo scopo di fare il punto della situazione. Franceschi è morto in carcere a Grasse, vicino a Cannes, dopo 5 mesi di detenzione per l'uso di carta di credito rubata. La tesi ufficiale è che il decesso sia avvenuto per un infarto, ma in precedenza il detenuto aveva denunciato maltrattamenti e secondo i familiari non ha ricevuto un'adeguata assistenza medica, perchè aveva avuto la febbre alta e si lamentava da tempo di stare male.
IL MINISTRO FRATTINI - "Stiamo cercando di ottenere che nel rimpatrio della salma di Davide Franceschi sia possibile mantenere integro il corpo in modo da realizzare una seconda perizia in Italia". Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Franco Frattini, sottolineando che "crediamo sia giusto cercare la verità" sulla morte del ragazzo italiano deceduto nel carcere di Grasse.
31/08/2010