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31/08/2010, 16:05
Continuano le ricerche della quindicenne Sarah Scazzi. L'appello della madre: "Penso sia stata rapita, chi l'ha presa me la riporti subito a casa". Ricerche dei carabinieri a 360 gradi.
Una ragazza tranquilla, senza tanti grilli per la testa, tutta comitive e casa. Nessun ragazzo con cui litigare o fuggire di casa, nessuno spasimante da rifiutare. Un'adolescente che viveva la sua giovane età divertendosi in modo semplice, con diversi amici alcuni più grandi di lei. A casa pochi problemi. Forse l'unica ferita la lontananza del padre, che con il fratello maggiore vive e lavora a Milano e a Avetrana non ci torna quasi mai.
PALLONTANAMENTO NON VOLONTARIO - Sarah Scazzi, la giovane di 15 anni sparita nel nulla lo scorso giovedì, a quando era uscita di casa per raggiungere una cugina con la quale aveva un appuntamento per andare al mare, è stata raccontata così da amici e conoscenti ai carabinieri di Taranto che da quel giorno stanno indagando sulla scomparsa. A cinque giorni di distanza i militari temono ormai che a Sarah sia successo "qualcosa di grave". Non semplicemente una disgrazia qualsiasi, ma la percezione che ora dopo ora si sta facendo strada tra gli investigatori è che "il suo allontanamento non è stato volontario".
GLI ULTIMI MOMENTI PRIMA DELLA SCONPARSA - Gli attimi prima della scomparsa sono stati ricostruiti istante per istante. Tornata da una tre giorni a San Pancrazio Salentino, dove era andata a trovare un'altra cugina, giovedì Sarah aveva un appuntamento con Sabrina, cugina di 22 anni con la quale sarebbe andata al mare a Torre Colimena, pochi chilometri da Avetrana. Poco dopo le 14 lascia la casa nella quale vive con la madre (casalinga) e si avvia verso l'abitazione di Sabrina, a 6/700 metri dalla sua. Appena uscita con il cellulare fa uno squillo alla cugina, un segnale per avvertirla del suo arrivo affinchè prepari l'automobile per partire. Da quel momento di Sarah nessuno sa più nulla.
CELLULARE SPENTO, NESSUNA TRACCIA - Aspettati circa 20 minuti, non vedendola arrivare Sabrina la chiama sul cellulare: il telefono squilla, poi parte la segreteria. Nuova chiamata, ma questa volta l'apparecchio risulta spento, come è da allora. Sabrina, insospettita, avverte la zia (e mamma di Sarah) che a sua volta chiama i carabinieri. I militari hanno rintracciato il segnale dell'ultima chiamata a Sarah e ritengono "attendibilissima" la versione dei fatti fornita dalla cugina. Le ricerche dei carabinieri sono partite subito a 360 gradi, su qualsiasi pista. In questi giorni sono state scandagliate numerose cave di tufo presenti non lontano dalla zona in cui sorge casa di Sarah, nell'ipotesi che la ragazza potesse essere accidentalmente caduta in una di queste. A terra con unità cinofile, in aria con un elicottero, sono state perlustrate tutte le campagne intorno Avetrana: controllate masserie e casolari, ispezionati i pozzi con i sommozzatori. Niente, nessuna traccia della giovane. Una piccola speranza era sorta ieri sera, quando la mamma di un'amica di Sarah aveva chiamato in caserma dicendo di aver provato a telefonare al cellulare della ragazza e di averlo trovato acceso, fino a quando non era scattata la segreteria. Immediata la richiesta a Vodafone (gestore dell'utenza di Sarah) affinchè verificasse la chiamata, per poi rintracciare il segnale. Il gestore, però, ieri sera non ha registrato nessuna telefonata a Sarah.
L'APPELLO DELLA MADRE - «Chi ha preso Sara me la riporti a casa, chi sa qualcosa mi dia notizie di mia figlia perchè qui stiamo soffrendo molto». È l'appello lanciato da Concetta Ferrano Spagnolo, la mamma di Sara Scazzi, la 15/enne scomparsa ad Avetrana il 26 agosto scorso. «Riportatemi a casa Sara - chiede la donna - la mia bambina indossava una maglietta e un pantalone corto rosa e aveva in spalle uno zaino nero con all'interno un telo da mare. Aveva anche un telefonino e, ai piedi, sandali infradito».
31/08/2010