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31/08/2010, 13:20

Costretta a partorire in bagno
Sette indagati a Messina

Ospedale siciliano è di nuovo sotto la lente dopo la rissa tra medici durante un cesareo. Una donna non ha potuto abortire: i medici erano tutti obiettori. Esposto per la morte di una 60enne.

Il Policlinico di Messina Sarebbero sette i medici e gli infermieri indagati nell'ambito di un altro caso che riguarda il reparto di Ostetricia del Policlinico di Messina, al centro delle cronache in questi giorni per la lite tra due medici in sala parto che havrebbe messo a repentaglio la vita di madre e figlio. Questa volta si tratta della vicenda, risalente al giugno scorso, di una 37enne che aveva programmato un aborto terapeutico per gravi malformazioni del feto. Nella notte tra l'11 e il 12 giugno, però, avrebbe partorito nel bagno della sua stanza, davanti alla madre e senza assistenza medica.


SOLO MEDICI OBIETTORI - Qualche ora prima la donna aveva iniziato ad avere le contrazioni e solo dopo insistenti pressioni si era presentato un infermiere del reparto che, secondo il racconto della donna, le avrebbe detto che nessun dei medici di guardia sarebbe intervenuto per obiezione di coscienza. E che quindi l'aborto sarebbe stato praticato il giorno dopo da un altro medico. Ma gli eventi sono poi precipitati e la donna ha partorito senza aiuto in bagno.


IL COMPUTER SCOMPARSO - Sotto la lente degli investigatori un nuovo caso di presunta malasanità. L'attenzione dei magistrati è rivolta anche a chiarire le circostanze che hanno portato alla morte di una paziente 60enne ricoverata nel nosocomio messinese la settimana scorsa. A destare i sospetti degli inquirenti è il fatto che dal reparto in cui si trovava la donna sarebbe scomparso un computer contenente verosimilmente dati importanti alle indagini. I familiari della donna, morta per una perforazione intestinale, hanno presentato un esposto per capire se il caso della loro congiunta sia stato affrontato in modo regolare, senza negligenze da parte del personale medico.
 

LA RISSA IN SALA PARTO - Intanto, sul fronte della lite in sala parto, cresce l'attesa per gli interrogatori, in programma domani, dei due ginecologi protagonisti dello scontro. Il diverbio tra i due ginecologi era avvenuto giovedì scorso in sala parto, mentre una donna di 30 anni dava alla luce il suo primo figlio. Secondo il marito della donna, l'alterco tra i due avrebbe distolto la loro attenzione dalla puerpera che nel frattempo stava presentando diverse complicazioni. Il taglio cesareo, resosi necessario a quel punto, potrebbe essere stata la causa del doppio arresto cardiaco subito dal neonato e dall'emorragia che ha colpito la gestante e che ha costretto i medici ad asportarle l'utero. Le condizioni di mamma e bimbo, ricoverati nel reparto di terapia intensiva, stanno lentamente migliorando. A seguito della vicenda, la procura di Messina ha denunciato cinque medici, fra i quali i due ginecologi responsabili della lite. I due, responsabili di altrettanti studi privati a Messina, sono stati anche sospesi dall'attività. A un terzo sanitario invece è stato rescisso il contratto come assegnista.

 

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31/08/2010

  • 31/08/2010 15:09 CARLO POCHY RIANO'
    HA INIZIATO MALE IL REPARTO DI OSTETRICIA DEL POLICLINICO DI MESSINA.NEL 1975 O GIU' DI LI ERANO DUE I CONTENDENTI PER LA DIREZIONE,UNO E' STATO UCCISO A MODENA,ERA QUELLO CON PIU' TITOLI,L'ALTRO IL PROF CLEMENTE PULLE' HA CREATO QUESTO REPARTO CON QUESTI RISULTATI.CARLO POCHY RIANO' SEGRETARIO GENERALE POLITICO DELLA C.I.L.CONFEDERAZIONE INTERCATEGORIALE LAVORATORI
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