In questa pagina è attivo il servizio ZanTip:
Facendo doppio click su una qualsiasi parola presente nell'articolo, sarà visualizzata la definizione della parola, così come è stata pubblicata all'interno del Vocabolario della Lingua Italiana Zingarelli 2010.
Alla fine del riquadro di spiegazione ne sarà proposta anche la traduzione in inglese, ripresa dal lemmario Italiano-Inglese del Ragazzini 2010.

31/08/2010, 05:30
Messina: nuove ipotesi di reato dopo la lite in sala operatoria al Policlinico. Fazio dalla mamma che ha rischiato di perdere la vita con il suo bambino: "Una visita di scuse".
C'è imbarazzo a Messina: la storia del ring in sala parto non è piaciuta a nessuno. La «programmazione» in un ospedale civile dovrebbe essere un'altra e questi «film» non fanno neanche ridere nella cinematografia più trash. Ora, in qualche modo, si cerca di porre rimedio: ieri è stato il giorno delle scuse alla famiglia vittima del drammatico episodio e dei primi provvedimenti nei confronti di tre medici coinvolti nella vicenda: uno sospeso dall'incarico di direttore del reparto, l'altro dalle funzioni e un terzo con il contratto revocato. Così governo, Regione Siciliana e persino i sindacati hanno sentito il dovere di chiarirsi con le vittime di questa assurda, grottesca follia in sala chirurgica. È stato il ministro alla Salute, Ferruccio Fazio, dopo avere incontrato in ospedale Laura Salpietro - la puerpera trentenne che non potrà più avere figli dopo avere subito un'isterectomia - a farsi portavoce dell'Esecutivo: «Chiedo scusa alla signora e alla famiglia a nome dei medici e della Sanità - ha detto Fazio - per quello che è successo, e lo dico anche da medico».
Poi ha aggiunto: «La mia è stata una visita di solidarietà. Ho trovato la signora bene. Ho cercato di darle parole di speranza, di parlarle del futuro e le ho ribadito che le istituzioni sono vicine a lei e alla sua famiglia». Con l'abusato refrain di «scuse e solidarietà» anche Massimo Russo, asssessore alla Sanità della Regione Siciliana, ha porto le sue scuse parlando di «vicenda gravissima che ha creato un grande danno al sistema», pregiudicando «il lavoro di tanti bravissimi professionisti che fanno il loro dovere e guardano alle persone come esseri umani». Dal canto suo, la Cgil medici si «associa alle scuse alla donna coinvolta nella vicenda». Non sono mancate le polemiche sulla visita del ministro a Messina. Inadeguata la dichiarazione del sindaco, Giuseppe Buzzanca: «Non abbiamo bisogno di passerelle che non fanno bene alla Sicilia e ai siciliani e non risolvono i problemi. Se voleva andare a fondo ai problemi, il ministro poteva anche sentirmi, visto che sono la massima autorità sanitaria locale della città dello Stretto».
Insomma, ottiche campanilistiche e aneliti di protagonismo da piccola provincia che stridono fortememnte con la gravità del fatto e col dolore del marito di Laura Salpietro. A lui un po' di polemica è ampiamente consentita quando ha definito la giornata di ieri «una presa in giro all'italiana: da domani (oggi, ndr) si spegnerà l'informazione su questo caso e la vicenda sparirà del tutto». Ma dopo le rassicurazioni avute dallo stesso ministro e dall'assessore Russo tutto è subito rientrato, come ha confermato lo stesso Matteo Molonia che ha rivelato come Fazio lo abbia invitato a «fare meno l'investigatore e più il marito» e lui abbia replicato di essere «soltanto un marito arrabbiato».
La visita del ministro e dell'assessore è coincisa anche con la decisione della direzione generale del Policlinico di sospendere dall'incarico direttivo, ma non dal lavoro, il direttore dell'unità operativa di Ostetricia e Ginecologia, il prof. Domenico Granese, per «omessa vigilanza». Il reparto è stato commissariato e a dirigerlo sarà il direttore sanitario. È stato invece completamente sospeso dall'attività uno dei due medici che sarebbero stati protagonisti della rissa: Vincenzo Benedetto, convocato anche dall'Ordine dei Medici di Messina. Il terzo ginecologo per cui sono stati adottati provvedimenti è il secondo presunto protagonista della rissa, Antonio De Vivo, che secondo l'assessore «era un assegnista che non poteva prestare assistenza pubblica ed era, quindi, un abusivo».
L'Università di Messina ha disposto la rescissione immediata del suo contratto. L'assessore Russo ha annunciato che saranno eseguiti «accertamenti sulle autorizzazione per le attività extra e intramoenia: non vorrei scoprire - ha spiegato - che qualche medico abbia fatto diventare privata la struttura pubblica». E c'è da dire che controlli saranno eseguiti anche sulla spesa. Per il ministro Fazio «la Sanità non si fa con i soldi, visto che quella "buona" si trova nelle Regioni "virtuose"» e «queste cose avvengono in un humus e in un contesto particolare». «La media Ocse accettabile di cesarei - ha ricordato il ministro - è di non oltre il 25%. In Italia siamo a una media del 38%».
Da Roma ha tuonato Maurizio Gasparri, presidente del Gruppo Pdl al Senato: «La flebile risposta dell'Ordine dei Medici di Messina non è sufficiente. Ho auspicato rapidi accertamenti e sanzioni dell'Ordine Nazionale dei Medici. La mancanza di iniziative è francamente disdicevole. Ci attendiamo a tutela dell'onore dei medici italiani, che godono della stima del Paese, un atto immediato ed esemplare. A Messina c'è gente che non merita più di far parte di quell'Ordine. Forse anche qualcuno che rilascia sconfortanti dichiarazioni per banalizzare quanto è accaduto. Ci vogliono radiazioni non silenzi». Gli fa eco il senatore Cesare Cursi, presidente della Consulta nazionale politiche sociali e sanità del Pdl: «È vero che in questi casi scatta una logica locale, ma un intervento della Federazione nazionale degli Ordini dei medici non avrebbe guastato. Bastava una nota di poche righe».
Marino Collacciani
31/08/2010