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22/08/2010, 05:30

Accusato di stupro e subito
scagionato l'ideatore di Wikileaks

Giallo in Svezia: stop al mandato di cattura per Assange. Il sito del 39enne australiano specializzato nella diffusione di notizie e di rapporti top secret.

Il fondatore del sito Wikileaks Julian Assange Si tinge sempre più di giallo la vita di Julian Assange, accusato ieri in Svezia di aver stuprato e molestato un paio di ragazze, e poi, dopo meno di sei ore, incredibilmente riabilitato. Il controverso fondatore di Wikileaks, l'uomo che ha fatto infuriare il Pentagono per aver pubblicato 76mila documenti militari top secret, è stato ricercato dalla Procura di Stoccolma per una manciata di ore, con l'accusa gravissima di essere un violentatore e un molestatore. A suo carico è stato, quindi, spiccato un mandato d'arresto. I siti di tutto il mondo hanno subito titolato: «Assange Wanted». Ma è durato poco. Dopo una manciata di ore il capo della Procura, Eva Finne, ha fatto marcia indietro, revocando il mandato: «Non c'erano prove sufficienti per l'accusa di stupro», ha spiegato sul web. Nessun cenno circa il secondo capo accusa, quello meno grave di molestie.

Ma tanto è bastato a rendere questa misteriosa vicenda giudiziaria un caso di politica internazionale. Già pochi minuti dopo la diffusione delle accuse, Assange, questo biondo australiano di 39 anni che i pacifisti americani considerano un eroe, ha reagito considerandosi vittima di un complotto. Si tratta di «accuse false», ha scritto su Twitter. Non fa nomi, ma fa capire chiaramente di essere finito in una trappola: «Eravamo stati avvertiti del fatto che avremmo dovuto aspettarci degli sporchi trucchi. Ora - conclude amaro - abbiamo il primo».

La notizia della sua messa in stato d'accusa ha fatto subito il giro del mondo. E soprattutto è rimbalzata negli Stati Uniti, dove da mesi si dibatte se l'attività di Wikileaks sia legale o meno. Proprio ieri, il Wall Street Journal aveva raccontato come il Pentagono, inseime con gli uomini del Fbi, da tempo stesse verificando la possibilità di inquisire Assange, colpevole di aver pubblicato documenti che mettono in pericolo la vita di tanti soldati americani in Afghanistan.

Secondo il giornale, il Dipartimento di Difesa sta cercando in questo modo di convincere Wikileaks a non pubblicare la seconda tranche di documenti segreti, quei 15 mila file che lo stesso Assange ha detto di avere ancora nelle sue mani. Nel frattempo, per tutta la giornata di ieri il giorno, le maggiori tv americane hanno ripercorso la storia di questo sito le cui rivelazioni imbarazzanti sulla guerra in Afghanistan hanno messo in difficoltà perfino Barack Obama. Il web ha reagito a caldo con vigore, tanto che il sito della Cnn ha titolato un suo pezzo con la domanda che tutti si stavano facendo: «Julian Assange è il bersaglio di una campagna diffamatoria orchestrata dagli Stata Uniti?».

Quindi, giù i commenti della blogosfera, mai così divisa come ieri. Secondo Alexander Higgins «la corruzione e gli abusi del governo americano sono ormai fuori controllo. A partire dall'assassinio mirato di cittadini americani, all'ampia violazione in giro nel mondo della Costituzione, il governo americano sta evolvendo verso un regime da "Grande Fratello"». Il londinese Thinq, non ha dubbi: contro Assange «c'è una campagna di calunnie allo scopo di fare pressione sul suo sito perché eviti la pubblicazione dei documenti militari che ancora non sono stati diffusi». Toni simili anche su Twitter. «L'accusa di stupro ai danni di Assange è un approccio piuttosto inusuale per la Cia. Di solito - commenta sarcastico Deanzoz - fanno fuori le persone con un colpo di pistola in testa». Ma ci sono anche commentatori che hanno creduto alla legittimità delle accuse su di lui: «Non so se si tratta di uno schizzo di fango - scrive Chips in un forum on-line - certamente sembra facile e convincente dimostrare quanto Assange sia una persona orribile».

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John Voice

22/08/2010

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