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Alla fine del riquadro di spiegazione ne sarà proposta anche la traduzione in inglese, ripresa dal lemmario Italiano-Inglese del Ragazzini 2010.

03/08/2010, 05:30
La Russia brucia, l'Asia è flagellata dalle piogge monsoniche. Devastazioni anche nello Swat e nello Shangla, dove il crollo di numerosi ponti ha lasciato isolate migliaia di persone.
Il clima impazzito continua a seminare morti e distruzioni in molte zone del mondo. La Russia sta andando a fuoco, gli incendi devastano sette regioni del grande paese compresa Mosca e Medvedev ha dichiarato lo stato di emergenza. I roghi sono provocati dal caldo anomalo che prosegue da oltre un mese e mezzo e sono costati la vita già ad almeno 34 persone. Intanto, mentre la provincia brucia, Mosca è tornata a soffocare: il fumo, generato dalle torbiere che vanno a fuoco intorno alla capitale russa, avvolge tutta l'estesa zona abitata. Oltre al caldo anomalo che ormai imperversa da un mese e mezzo con punte oltre i 40 gradi, l'inquinamento supera di 10 volte la norma.
La capitale è rimasta avvolta nella foschia per diverse settimane. Domenica scorsa sono stati registrati 320 punti di incendio, spenti 210. Dall'inizio del periodo degli incendi nel 2010 in Russia si contano 22 mila roghi per cause naturali in un'area di circa 558.000 ettari. In Pakistan le alluvioni che stanno flagellando il nord-ovest del Paese hanno provocato già 1.300 morti mentre si cerca freneticamente di salvare le circa 27 mila persone intrappolate dalle piogge che si stanno rivelando le più devastanti degli ultimi 80 anni. Senza acqua potabile né cibo disponibili il pericolo è ora quello delle epidemia di colera e di malattie gastrointestinali. «Pensiamo - ha detto il ministro della Salute Syed Zahir Ali Shah che circa 100 mila persone siano già state colpite da queste malattie».
Il governo pachistano ha messo a disposizione degli aiuti 30.000 unità e dozzine di elicotteri che continuano a cercare di salvare il salvabile. Tra le regioni più colpite quella del Khyber Pakhtunckhwa, dove le piogge monsoniche hanno spazzato via anche otto alberghi e dove sono stati contati circa 800 morti. Altre 494 persone sono morte nel Punjab, in Balochistan e nelle regioni di Gilgit-Baltisan e Azad Kashmir. Devastazioni anche nello Swat e nello Shangla, dove il crollo di numerosi ponti ha lasciato isolate migliaia di persone. Le condizioni meteorologiche sono parzialmente migliorate oggi, condizione che ha permesso la riapertura di alcuni snodi autostradali, ma si prevede un peggioramento nei prossimi giorni. Secondo le informazioni diffuse dall'amministrazione di Khyber Pakhtunckhwa sarebbero circa 1,5 milioni le persone colpite dal disastro.
Alluvioni anche in Cina dove le piogge torrenziali di questi ultimi giorni hanno danneggiato le condutture dell'acqua lasciando 300.000 persone senza acqua per due giorni a Tonghua, una città industriale nella provincia di Jilin, nel nord est della Cina. Trecento operai sono stati mobilitati per cercare di ripristinare al più presto le forniture di acqua. La gente ha potuto contare al massimo su una bottiglia di acqua a testa nelle scorse 48 ore. Le autorità locali hanno chiesto l'invio di 25 autobotti per poter almeno far fronte alle necessità domestiche oltre che per bere. In questo modo sono state distribuite già oltre 1.700 tonnellate di acqua. Le inondazioni hanno causato ingenti danni nella provincia di Jilin nei giorni scorsi. Oltre cento persone sono morte.
03/08/2010